Releven, distributore del marchio Lapierre in Italia, ci ha mandato in test la Overvolt GLP 2 Elite 2020.

Abbiamo quindi messo alla prova la nuova versione di questa mountain bike elettrica nata da un progetto del 2017 denominato “GLP” (Gravity Logic Project) ed evolutosi oggi in una eMTB dal design unico concepita per garantire alte prestazioni nella guida in salita e discesa. La mente dietro a tutto ciò è nientemeno che il 10 volte campione del mondo downhill Nico Vouilloz…

Abbiamo già parlato dei dettagli e delle tecnologie inerenti alla Lapierre Overvolt GLP 2 nell’articolo dedicato. In questo test troverete le specifiche tecniche del modello in prova, la Elite, e le nostre considerazioni e sensazioni di guida.

La Overvolt GLP 2 Elite è una eMTB “mullet” con ruote differenziate 29/27.5+, escursione da 160 mm, telaio completamente in carbonio, motore Bosch CX Gen4, batteria semi integrata da 500 Wh e un prezzo di 6.099 euro nella versione Elite in test.

La versione top di gamma “Team” che prevede anche uno zainetto XLC con porta batteria e una batteria aggiuntiva da 300 Wh inclusi nel prezzo ha un costo di 8.639 euro.

Nota: in alcune foto sono state sostituite le manopole, la sella e il pneumatico posteriore, oggetto di test che verranno pubblicati come quello della sella Prologo Proxim W650 Performance specifica per ebike.

Foto della Lapierre GLP 2 Elite

La GLP 2 Elite in versione gialla e nera non passa di certo inosservata.

Lapierre Overvolt GLP 2 Elite, masse centrali e bilanciamento

Equilibrio” è stata la parola chiave nell’evoluzione della GLP 2. Il team di sviluppo, seguendo le idee di Nico Vouilloz, ha progettato il motore e la batteria posizionati centralmente nel telaio per mantenere basso il baricentro e quindi ottenere una guida reattiva e bilanciata, con un anteriore leggero, preciso e facile da muovere e un retrotreno rigido e reattivo. Da qui la scelta della configurazione con ruote di diverso diametro.

C’è stato un grande studio per ottenere una nuova geometria equilibrata, moderna ma non troppo estrema, e si è dovuti scendere a compromessi con alcuni aspetti come ad esempio l’assenza del porta borraccia e la lunghezza del tubo sella quindi una limitata profondità di inserimento del reggisella telescopico. Questo perché il design del telaio è asimmetrico e il tubo sella è interrotto per lasciare spazio al fulcro principale del carro e alla batteria.

Foto della emtb Lapierre Overvolt Carbon GLP 2.

Il vuoto nel telaio è sfruttabile per riporre una piccola sacca per gli attrezzi o la camera d’aria di scorta.

Sulla taglia M in test l’escursione del telescopico Lapierre Dropper+ è di 125 mm, che scendono a 100 sulla taglia S, e in un contesto di guida enduro e discese ripide sono un po’ pochi. Sulla L e XL è montato il 150 mm.

Tuttavia Releven ci ha assicurato che anche sulla M è possibile montare in un secondo momento un reggisella telescopico da 150 millimetri, è poi da valutare attentamente se l’altezza totale non diventi troppa, a seconda del cavallo del rider.

Per i più “bike nerd” tra i lettori segnaliamo che è possibile aumentare il travel posteriore a 165 mm (come usa Nico Vouilloz) se si utilizza un ammortizzatore da 205 x 62,5 mm anziché 205 x 60 mm.

Lapierre Overvolt Carbon GLP 2.

La batteria è super stabile nella sua culla di alloggiamento.

Lapierre Overvolt GLP2 Elite, caratteristiche tecniche

  • Telaio asimmetrico con 160 mm di escursione completamente in carbonio alto modulo
  • Sistema sospensione: quadrilatero con giunto Horst
  • Motore Bosch Performance Line CX Gen 4 85 Nm
  • Batteria Bosch PowerPack 500 Wh
  • Display Bosch Purion
  • Forcella RockShox Lyrik RC Charger 160 millimetri
  • Ammortizzatore RockShox Super Deluxe Select+
  • Reggisella Lapierre Dropper+ 100 mm su S, 125 mm su M, 150 mm su L e XL
  • Freni SRAM Guide RE 220/200 mm
  • Trasmissione SRAM GX 1×12 34T-11/50
  • Attacco manubrio Lapierre CNC 35 – 45 mm
  • Manubrio Lapierre in lega 760 millimetri
  • Ruote differenziate Lapierre eAM+ in lega 29×2.50″ anteriore/ 27×2.80″ posteriore
  • Pneumatici MAXXIS Assegai/DHR II EXO+ 3C MaxxTerra
  • Attacco Portaborraccia: no
  • Peso rilevato senza pedali: 21,8 kg con pneumatici tubeless e lattice, in taglia M
  • Prezzo: 6.099 euro
Foto della Lapierre Overvolt Carbon GLP 2.

Il contrasto lucido-opaco di verniciatura e grafiche è molto ben riuscito.

Il test della Lapierre Overvolt GLP 2 Elite

Dopo un controllo generale dei serraggi di tutte le viti, operazione che consiglio sempre prima di qualsiasi prova o test di MTB o ebike, sia nuova che usata, e una regolazione di appoggi, sag e pressione pneumatici, sono partito per i primi giri.

La GLP 2 in taglia M pesa 21,8 kg senza pedali, tubeless e senza inserti.

Mi è stata consegnata con già degli inserti francesi Slicy Smooth nelle ruote precedentemente convertite in tubeless: sono delle specie di Huck Norris piuttosto pesanti da 230 grammi l’uno che ho trovato abbastanza efficaci in salita ma non molto in discesa come ad esempio gli Airliner di Vittoria tra i vari sistemi di protezione del cerchio della MTB.  

Foto della Lapierre GLP 2 e i suoi cavi.

Passaggio cavi interno con abbondanti fermacavi: ottima cura dei dettagli.

La posizione in sella è centrale, molto confortevole e con una buona distribuzione dei pesi tra sella e mani. La scelta dell’attacco corto da 35 mm in CNC dona un aspetto molto racing e il manubrio da 760 mm (di questa misura su tutte le taglie) è perfetto per me, anche se i rider più alti di sicuro preferiranno un 780 mm. Ho cambiato subito le manopole preferendo una manopola dal diametro più sottile.

Sono alto 170 cm e peso 74 kg in assetto da bici con abbigliamento, scarpe, casco aperto e marsupio. Lapierre consiglia un sag tra il 28 e il 32% al posteriore e quindi ho iniziato il test con un classico 30%.

Foto del telaio della Lapierre GLP 2.

La parte centrale della GLP 2 è decisamente “possente”. Da notare il guidacatena integrato nel telaio e la cover del motore.

Come escursioni e geometrie siamo nell’ambito enduro a tutti gli effetti con 160 mm di travel su entrambe le ruote, angolo di sterzo di 65°, angolo sella abbastanza verticale di 76°, reach di 454 mm, stack di 625 mm (in taglia M) e carro accorciato a 440 mm dai precedenti 477 mm.

Sono geometrie votate alla discesa ma che permettono ottime prestazioni anche in salita, come vedremo tra poco.

Foto della trasmissione della Lapierre GLP 2.

La trasmissione ha una rapportatura perfetta, peccato per la cassetta SRAM SX di bassa gamma e il magnete sui raggi e non integrato.

Salita

Facile da guidare“, questo è il primo pensiero appena si pedala in sella alla GLP 2 Elite. L’anteriore con la 29″ è leggero e scavalca qualsiasi cosa in salita e l’ampio range della trasmissione a 12 velocità permette di trovare sempre il rapporto giusto anche sui “muri” dove il 34-50 è stato molto utilizzato.

La bici è estremamente intuitiva ed è quasi disarmante la capacità che si ha di recuperare la linea o azzardare traiettorie “fantasiose” in mezzo a rocce e radici sui sentieri tecnici e le mulattiere di montagna.

Questo è dovuto all’ottimo mix di geometrie, la gomma posteriore plus da 2,8″ e la potenza del Bosch CX aggiornato a 85 Nm, che con la modalità Extended Boost (attiva solo sull’assistenza EMTB) permette di avere un piccolo aiuto in più quando si ferma la pedalata sui classici passaggi a gradoni.

Questo “overrun” o spinta residua è ciò che fa la differenza tra un motore e l’altro, con brand che sulle proprie drive unit lo limitano e altri che lo hanno aumentato. A mio avviso Bosch ha fatto centro con questa nuova modifica e la estenderei anche alla modalità Turbo, perché a volte in EMTB manca un pizzico di potenza sulle pendenze più estreme.

Foto della batteria della Lapierre GLP 2 2020.

La batteria Powerpack Bosch da 500 Wh è semplicissima da estrarre e applicare.

Sui tornanti e sui sentieri più stretti l’agilità e il peso contenuto della GLP 2 vengono in aiuto del rider, permettendo di girare facilmente la bici e muoverla come si vuole.

Il movimento centrale abbastanza basso fa toccare spesso le pedivelle da 165 mm a terra e in questi casi chiudere la compressione dell’ammortizzatore mi ha aiutato ad alzare l’ebike di quel poco per evitare impatti. L’ammortizzatore RockShox Super Deluxe Select+ lavora comunque bene avendo una chiusura molto morbida che non blocca completamente come su altri ammortizzatori.

Chi segue i miei test su ebike.bicilive.it ormai sa che sono un estimatore della salita tecnica in eMTB e con la GLP 2 ho “chiuso” passaggi tecnici in salita che prima con altre ebike e altri motori non avevo mai fatto, a dispetto del carro che può essere considerato corto per avere buone prestazioni in questi frangenti.

Foto del parafango della Lapierre GLP 2.

Ancora dettagli che fanno la differenza: il parafango posteriore ben realizzato ed efficace.

Chiaramente, con la ruota anteriore da 29 e il carro da 440 mm la GLP 2 presenta una leggera tendenza ad alzarsi sulle rampe più ripide ma per ovviare al problema mi è bastato spostare la sella in posizione più avanzata, caricare un po’ di più la ruota davanti nella guida e gestire la potenza del Bosch con un uso intelligente del freno posteriore.

Le ripartenze su pendenze estreme non sono un problema sia in EMTB che in BOOST dove è stato fatto un gran lavoro sul nuovo aggiornamento software.

Un appunto è da fare sulla gomma posteriore Maxxis DHR II EXO+ 2.8″: come detto sopra l’ho utilizzata con un inserto protettivo per il cerchio al suo interno, elemento che consiglio a tutti i rider aggressivi e dal peso elevato, altrimenti si può optare per un pneumatico con carcassa doppia come lo Schwalbe Eddy Current Rear da 2.6″ che ho voluto montare per valutare la differenza di comportamento con una gomma più stretta al posteriore.

Con la 2.6″ aumenta la precisione in curva nella guida aggressiva ma manca un pizzico di grip e assorbimento degli urti. Qui poi si entra nel campo dei gusti personali e gli pneumatici sono una delle prime cose che il rider avanzato generalmente va a sostituire.

Foto dei freni SRAM Guide RE.

I freni SRAM Guide RE si sono rivelati adatti all’utilizzo di questa eMTB. Il display Purion inizia a essere un po’ datato.

Consumi

La batteria semi integrata Powerpack da 500 Wh è ben 400 grammi più leggera (2,5 kg) rispetto alla batteria Powertube integrata da 500 Wh (2,9 kg) che si utilizza sulle altre ebike e 1,1 kg più leggera della Powertube da 625 Wh (3,6 kg) ormai presente sulla maggioranza delle ebike moderne che montano il Bosch CX 4Gen.

È per questo che è stata scelta su questa eMTB che come avrete ormai capito è un mezzo molto particolare e in cui la performance di guida viene prima dell’autonomia e anche delle linee snelle e slanciate, visto che molti non apprezzano il design del progetto GLP che però a mio avviso rimane uno dei più originali e accattivanti in circolazione.

Parlando di autonomia si apre sempre un capitolo a parte per ogni rider perché sulla stessa ebike due persone diverse possono ottenere autonomie completamente differenti. Ne parliamo nel tutorial “come aumentare la durata della batteria dell’ebike“.

Foto del telaio della Lapierre GLP 2.

Da notare l’asimmetria del tubo piantone del telaio, evidente da questa angolazione.

Per quanto mi riguarda e paragonando la GLP 2 ad altre eMTB testate posso dire che l’autonomia è buona ed è sempre stata sufficiente per i miei giri abituali di 3 o 4 ore. Nelle giornate più lunghe o i giri alpini mi sono portato il carica batterie nello zaino, prevedendo una pausa pranzo per ricaricare.

Se siete amanti delle lunghe traversate o siete rider molto pesanti, una batteria di scorta da 300 Wh o 500 Wh nello zaino sarebbe la soluzione migliore, sempre che uno possa permetterselo.

Comunque sia mi trovo d’accordo con la scelta di Lapierre di sacrificare l’autonomia per le prestazioni di guida e reputo la GLP 2 una ebike da divertimento o da gara.

Vediamo infatti come va in discesa…

Foto di Claudio Riotti nel test della Lapierre GLP 2.

Discesa

Quando la pendenza diventa negativa, sotto al casco si apre il sorriso a 32 denti: in discesa la GLP 2 è una ebike leggera, intuitiva, divertente e sempre pronta a rispondere ai comandi e ai cambi di traiettoria, così come molto incline a una guida moderna e attiva con salti, manual e bunny hop.

Su qualsiasi tipologia di trail è a suo agio, dallo scorrevole allo scassato, ai trail naturali e quelli in stile bike park.

Come accennato, ho iniziato il test con le sospensioni abbastanza morbide andando via via ad aumentare la pressione man mano che entravo in confidenza con il mezzo e le velocità aumentavano; dopo quattro o cinque uscite sono arrivato a capire la sua indole spiccatamente racing e ho iniziato a sfruttarla al massimo, modificando appunto i settaggi.

Ho trovato la soluzione ottimale con un sag del 25/27% al posteriore in cui il carro è più attivo e permette di pompare le compressioni e gli ostacoli molto facilmente: la bici acquista velocità e sembra una MTB tradizionale. In questi frangenti ricorda la eMTB ibrida Lapierre Ezesty che abbiamo testato qualche tempo fa.

Quando il gioco si fa duro, la sospensione posteriore della GLP2 incassa i colpi senza scomporsi e l’ammortizzatore ad aria dona la giusta progressività finale ed evita fine corsa indesiderati.

Il carro è rigido e preciso, si sente che è una eMTB fatta per andare forte.

Foto del telaio della Lapierre GLP 2.

La ruota da 29 anteriore e la Maxxis Assegai danno precisione, grip e capacità di superamento degli ostacoli.

Sulle sezioni molto sconnesse la forcella RockShox Lyrik RC con cartuccia Charger non eguaglia le prestazioni del Super Deluxe Select+ e qui senza dubbio i rider più esperti desidereranno un upgrade alla cartuccia idraulica o della forcella stessa.

Sui salti e in aria la GLP 2 è composta e intuitiva, ben bilanciata e prevedibile.

Sul ripido la GLP 2 dà una confidenza altissima grazie alle geometrie, il grande grip della ruota da 29 anteriore e l’attacco manubrio corto.

La sella è stato l’unico problema in questi frangenti, perché pedalando con un altezza sella a me adeguata (73 cm dal movimento centrale), in discesa è risultata sempre troppo alta e mi sono trovato a svitare il collarino e abbassare manualmente il reggisella da 125 mm sui percorsi più ripidi.

Con un telescopico da 150 mm è possibile risolvere la situazione e sarebbe bello vederlo come upgrade in futuro, assieme a un magnete integrato sul freno a disco e non più sui raggi, elemento davvero anacronistico su una ebike del 2020.

Foto della sella Lapierre sulla emtb GLP 2.

Il reggisella da 125 mm, un po’ corto, e la sella Lapierre, che ho trovato confortevole.

Spostandoci sui componenti, la gomma Maxxis Assegai anteriore si conferma come una delle migliori in circolazione al momento per grip e sicurezza che dona, anche se vedrei ancora meglio una mescola 3C MaxxGrip (la più performante come grip) e non MaxxTerra e decisamente una versione più robusta EXO+ o DD (anziché EXO) a meno che non utilizziate degli inserti per proteggere il cerchio (lo stesso vale per la gomma posteriore Maxxis DHR).

I freni Guide RE si sono rivelati adeguati anche su discese lunghe e ripide grazie anche al disco da 220 mm anteriore, mostrando solo qualche segno di pigrizia nel funzionamento dopo un uso intenso.

Concludo il paragrafo della discesa toccando un argomento piuttosto soggettivo, il rumore del nuovo motore Bosch CX, o meglio il “clack-clack” della corona e degli ingranaggi presenti all’interno della ruota libera nel motore che si avverte specialmente sulle piccole sconnessioni e sulle radici, sia in piano che in discesa.

Su tutte le eMTB testate finora è presente in misura più o meno evidente e può dare fastidio o meno, diciamo che alla lunga ci si abitua ma sicuramente non è un rumore piacevole su una ebike altrimenti molto silenziosa e performante.

Sulla GLP2 in test è piuttosto avvertibile e spesso dipende dal materiale e la forma del telaio che possono fungere da “cassa di risonanza”. Releven ci ha assicurato che sulle altre GLP 2 da loro utilizzate è poco percepibile.

Foto di Claudio Riotti in sella alla Lapierre GLP 2.

La GLP 2 è decisamente promossa, a patto di saperne sfruttare le caratteristiche molto racing.

Lapierre Overvolt GLP2 Elite: conclusioni

Con la Overvolt GLP 2, Lapierre ha creato una eMTB altamente performante che si discosta volutamente dalle altre ebike moderne che presentano più autonomia e integrazione.

In salita e discesa le prestazioni sono altissime grazie al peso ridotto, al baricentro basso e la maneggevolezza che ne deriva. Il motore Bosch CX si conferma uno dei migliori con il nuovo aggiornamento a 85 Nm e la modalità Extended Boost, peccato per la sua rumorosità in discesa.

Alcuni dettagli come il reggisella da 125 mm su taglia M, la cassetta econimica e il magnete sui raggi non ci hanno convinto: sono piccole imperfezioni su un progetto altrimenti ben riuscito, originale e dal rapporto qualità prezzo abbastanza buono.

Seppur adatta a tutti i tipi di rider, la GLP 2 esprime il massimo delle sue doti in mano a piloti con una certa esperienza e su percorsi da medi a molto impegnativi.

Per maggiori informazioni visitate il sito internet ufficiale Lapierre.

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A proposito dell'autore

Sono cresciuto sulle due ruote: BMX, motocross, le prime MTB negli anni 80. Dal 2007 ho gareggiato per 10 anni nel downhill e nell'enduro in tutta Italia. Dal 2013 al 2019 ho lavorato con la scuola MTB Gravity School anche a Whistler, in Canada. Sono istruttore Federale FCI e Guida Nazionale MTB. Ho visto nascere BiciLive.it nel 2013 e ora mi occupo di MTB, ebike ed eMTB. La bici è il mio pane quotidiano!