BiciLive.it ha presenziato alla cerimonia inaugurale della fabbrica FIVE (Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici), che torna in patria dalla Cina, in un nuovo stabilimento all’avanguardia.

L’evento ha visto anche la partecipazione illustre del ministro dell’ambiente On. Gian Luca Galletti, il quale ha avuto il piacere di tagliare il nastro, elogiando il trasferimento della produzione di biciclette elettriche a pedalata assistita e ciclomotori elettrici in Italia dal continente asiatico.

Presente anche il Direttore Generale di Confindustria ANCMA Pier Francesco Caliari, il Presidente del gruppo Termal Giorgio Giatti e l’Amministratore Delegato del gruppo FIVE Fabio Giatti.

ministro dell'ambiente all'inaugruazione five

All’inaugurazione della nuova fabbrica FIVE erano presenti Fabio Giatti, Giorgio Giatti, il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e Pier Francesco Caliari.

FIVE: una storia di successo e lungimiranza

Poco meno di un anno fa avevamo avuto un anticipazione sulla nuova fabbrica bolognese Five con l’intervista dell’amministratore delegato Fabio Giatti.

FIVE è l’acronimo di “Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici” ed è il cuore produttivo di Wayel, il marchio Bolognese nato per soddisfare la crescente domanda di mobilità urbana ecosostenibile di tutta Europa.

Ripercorriamo brevemente le tappe evolutive che hanno contraddistinto la sua produzione di biciclette elettriche a pedalata assistita.

Wayel nasce nel 2007, un anno dopo lancia sul mercato OneCity, la prima eBike con trasmissione cardanica dove la catena è sostituita da un albero con ingranaggi elicoidali. Questo sistema offre una incredibile longevità, ridotta manutenzione e l’impossibilità di sporcarsi perché è protetto esternamente.

ebike wayel con trasmissione cardanica

Nel 2008 Wayel lancia OneCity, la prima eBike con trasmissione cardanica.

Nel 2010 presentano SUV (Shopping Utility Vehicle), il modello adatto a trasportare carichi ingombranti e pesanti senza compromettere la sua stabilità e la guidabilità.

Segue la E-Bit, acronimo di ebike in trolley, una pieghevole a pedalata assistita con ruote da 16 pollici e un peso complessivo di 13.5 kg che può essere trasportata facilmente sui mezzi pubblici e nel baule dell’automobile,

Negli anni a seguire escono la Old Town (Balloon eBike), OneCity Long Ride S (per gite elettriche fuori porta), FUTURA (ebike per le salite) e Trilogia (una piattaforma e tre evoluzioni).

Nel 2013 nasce Solingo, lo scooter a ricarica solare progettato in collaborazione con lo spin off Rinnova, dell’università di Bologna.

scooter a ricarica solare Solingo

Con la collaborazione dell’Università di Bologna, nel 2013 vede la luce lo scooter a ricarica solare Solingo.

Nello stesso periodo inizia il processo di rilocalizzazione (backshoring) della fabbrica cinese nel capoluogo emiliano.

Nel maggio del 2016 il gruppo FIVE acquisisce la Italwin, affiancandolo agli altri due marchi proprietari, Wayel (fascia medio alta), Hinergy Bikes (fascia economica e sportiva) e Wayelog.

Quest’ultimo nasce dalla joint venture fra Wayel e Logital S.R.L per produrre una stazione automatizzata per il bike sharing chiamata LockBike.

Recentemente si è aggiunta anche una linea eBike di design del noto marchio MOMODESIGN. La politica espansiva lascia comunque posto a eventuali collaborazioni future con altri protagonisti del settore elettrico.

Il gruppo FIVE ha infine prodotto anche il suo nuovo motore centrale con sensore di sforzo e 90 Nm di coppia, presente sul modello Edge S del marchio Hinergy Bikes.

L’unità motore l’abbiamo potuta osservare da vicino in sala conferenze e non abbiamo rilevato somiglianze evidenti con motorizzazioni preesistenti.

FIVE group a sua volta appartiene al Gruppo Termal, azienda leader nella distribuzione di sistemi per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria.

motore centrale per ebike five

Recentemente è stato rilasciato Il motore centrale FIVE con sensore di sforzo e una coppia di ben 90 Nm.

La rilocalizzazione in Italia dalla Cina, il fenomeno del “backshoring”

Perché sempre più aziende italiane e straniere hanno scelto di rilocalizzare la produzione industriale dall’estero in patria?

Questo fenomeno viene chiamato anche backshoring, parola inglese composta da back (ritorno) e shoring (sostegno), insomma un ritorno alle origini.

Nel caso di FIVE le ragioni che hanno spinto l’azienda a tornare in Italia sono molteplici e consistono soprattutto nel difficile raggiungimento degli standard qualitativi italiani ed europei con la produzione cinese.

Vi sono anche da considerare fattori economici come l’aumento costante della manodopera asiatica, i lunghi tempi per il trasporto, che non consentono continuità in un settore stagionale come quello della bicicletta.

Infine la qualità made in Italy acquisisce sempre più valore e tutela maggiormente la proprietà intellettuale dell’innovazione.

Si punta al mercato nord europeo, in progressiva e costante crescita, sempre più attento alla qualità produttiva. Il risparmio logistico e l’efficienza offerta dall’automazione del nuovo stabilimento FIVE compenseranno i costi maggiori della manodopera italiana.

produzione delle ebike five

Nel nuovo stabilimento FIVE la produzione è a isole e il livello di automazione avanzato. Il fattore umano rimane comunque determinante per ottenere biciclette di qualità.

Lo stabilimento all’avanguardia di FIVE

Il nostro interlocutore per la visita all’interno della fabbrica è stato Gary Fabris, Direttore commericale di Italwin: il marchio italiano storico della mobilità elettrica sul mercato da ben 15 anni. Sicuramente un valore aggiunto per il gruppo FIVE che può contare sulla rete di vendita capillare di Italwin e sulla sua gamma completa di eBike, che spazia dal segmento urbano, pieghevole e sportivo.

Vediamo in dettaglio le caratteristiche sapientemente illustrate durante la visita, per farci conoscere FIVE, il fiore all’occhiello della produzione italiana di biciclette elettriche.

I criteri costruttivi dello stabilimento FIVE sono all’avanguardia perché seguono i dettami della tecnologia edilizia ZEB (Zero Energy Building).

L’edificio di 7.100 metri quadri produrrà circa 238.600 kWh annui di elettricità, tramite i numerosi pannelli fotovoltaici sul tetto, ammortizzando nel tempo tutta l’energia spesa per costruirlo.

Attualmente infatti la fabbrica è energeticamente autonoma, anzi a fine anno avanzerà un surplus energetico di circa 24.800 kWh che sarà immesso nella rete elettrica nazionale.

L’intera struttura è antisismica ed è coibentata per minimizzare le dispersioni di calore del riscaldamento a pavimento.

Nelle aree verdi sono stati piantati alberi da frutto, che si integreranno all’offerta culinaria delle mensa. Insomma una realtà industriale veramente ecosostenibile che garantirà lavoro a una cinquantina di persone.

L’innovazione la troviamo anche nel processo produttivo che è strutturato a isola invece che a catena di montaggio. Quest’ultimo metodo infatti è ormai considerato obsoleto, perché la catena di montaggio impone la produzione di un unico prodotto con la stessa velocità e le stesse azioni ripetute per ogni operaio.

Con il metodo a isola invece le persone vengono assegnate e scambiate fra cicli di assemblaggio con tempistiche simili e magari prodotti diversi. In questo modo ogni operaio non viene stressato da tempistiche rigide e, assumendo competenze trasversali, riesce a garantire una produzione qualitativamente superiore.

fabbrica e magazzino di biciclette five

Il progetto in 3d della fabbrica italiana veicoli elettrici FIVE con il magazzino che può contenere 3.200 biciclette.

La capienza massima dei telai da verniciare è di 2.000 unità e segue un processo automatizzato dove vengono impiegate, rigorosamente, vernici a base d’acqua prive di solventi.

Una volta assemblati tutti i componenti, la bicicletta viene stoccata nel magazzino automatizzato che può stivare 3.200 mezzi in 860 bancali.

Tutti i prototipi vengono sottoposti a test di durata, sia per i componenti meccanici che per quelli elettronici. Nelle prove vengono impiegate metodologie innovative che in poche ore di test simulano anni di utilizzo. Anche per questo motivo Wayel garantisce le sue biciclette elettriche per ben 3 anni.

Nel 2018 si prevede di estendere la produzione a 35.000 biciclette all’anno e di assemblare anche gli accumulatori nello stabilimento FIVE, con un processo automatizzato, per garantire la massima precisione in un componente cosi delicato come la batteria.

area test ebike wayel

L’area test prevede una piattaforma per la parte elettrica e una per la parte meccanica.

L’obiettivo finale di FIVE: la bike car

L’obiettivo del gruppo FIVE è quello di creare veicoli elettrici efficienti e puliti, fra cui anche ciclomotori come Solingo, per soddisfare la crescente esigenza di mobilità. Per farlo puntano sulla creatività e qualità manifatturiera del made in Italy.

L’aspirazione ultima espressa in conferenza stampa direttamente da Giorgio Giatti è quella di progettare e costruire la prima bike car Italiana. Un ibrido perfetto fra velocipede e automobile che permetta di spostarsi in qualunque stagione e condizione meteo.

Se leggiamo l’attuale Codice della Strada, troviamo infatti che le dimensioni massime di una bicicletta non devono superare i 130 cm di larghezza, 300 cm di lunghezza e 220 cm di altezza. Si potrebbe quindi pensare ad un veicolo in grado di trasportare 2 o 3 persone rispettando questi spazi ma sfruttandoli al massimo.

Per fare un paragone automobilistico, il quadriciclo elettrico Twizy della Renault, se avesse una propulsione a pedali assistita elettricamente, rientrerebbe nella definizione di velocipede perché ha le seguenti dimensioni: larghezza 124 cm, lunghezza 234 cm e altezza 146 cm.

bike car virtue cycles

FIVE ha in progetto di sviluppare una bike car come quella prodotta dalla californiana Virtue Cycles.

Conclusioni

Siamo rimasti sorpresi in positivo nel conoscere la nuova azienda FIVE. Un’eccellenza non solo nazionale ma anche internazionale, essendo una delle realtà produttive più avanzate dell’intero vecchio continente e non solo.

Un esempio di come la passione e la dedizione possano contrastare il fenomeno della delocalizzazione industriale estera che affligge molte nazioni.

L’innovazione tecnologica deve essere utilizzata per migliorare la nostra qualità di vita. La scelta di pedalare assistiti elettricamente per soddisfare il nostro bisogno di mobilità rappresenta il perfetto equilibrio fra benessere e salvaguardia ambientale.

Per mantenersi aggiornati sugli ulteriori sviluppi potete consultare il sito ufficiale di FIVE Group.

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A proposito dell'autore

Autodidatta con la passione per le biciclette e veicoli elettrici in generale. Ha avuto il privilegio di lavorare per un lungo periodo presso Bike World Extreme di Natalini Vanes a Castel Maggiore. Autore del manualetto Due Ruote e un Elettrone pubblicato dalla casa editrice "La Linea" di Bologna.