Abbiamo testato la Merida eSilex 400, la gravel ebike della casa taiwanese. Questa bici elettrica a pedalata assistita si rivolge a un pubblico decisamente ampio: le sue soluzioni tecniche le permettono di essere utilizzata comodamente per il commuting, per il cicloturismo e per il gravel puro.

Il telaio è in alluminio e le ruote presentano una sezione da 40 mm che danno sicurezza sulle strade cittadine e affidabilità nei percorsi off-road. Merida (www.meridaitaly.it) la propone con prezzo di listino al pubblico per la stagione 2022 di 3.150 euro (IVA inclusa).

Andiamo a conoscerla nei dettagli!

Caratteristiche tecniche delle Merida eSilex 400

Il telaio è in alluminio ed è disponibile in quattro taglie che vanno dalla XS (42) alla XL (56) mentre la forcella è in carbonio: entrambi presentano dei punti di fissaggio per il bike packing.

La motorizzazione è affidata a una drive unit Mahle X35+ Ebikemotion, quindi un motore nel mozzo, alimentato da una batteria da 250 Wh Mahle b1-c. Questa scelta di Merida contribuisce a mantenere i pesi contenuti e la linea della bici pulita, senza sacrificare eccessivamente la prestazione.

 

La trasmissione è affidata a un gruppo Shimano GRX 400 con doppia corona all’anteriore (30-46) e 10 rapporti al posteriore (11-36). Anche l’impianto frenante è della serie GRX 400 e presenta due dischi da 160 mm fissati all’anteriore tramite il sistema centerlock mentre al posteriore tramite le tradizionali sei viti.

Le ruote sono delle Merida Comp SL e installano dei copertoni Maxxis Rambler 700×40. La bici è dotata sia di luci all’anteriore sia al posteriore e viene venduta con pedali flat, la soluzione più pratica per chi non cerca la prestazione ma il comfort.

Dettaglio posteriore della nuova ebike da gravel Merida Esilex 400

La scheda tecnica dell’e-bike Merida eSilex 400

Telaio: eSpeeder Lite II alluminio
Forcella: Merida Silex CF2 carbonio
Leve freno: Shimano GRX400
Freno: Shimano GRX400 disco idraulico
Catena: KMC e10S
Guarnitura: Shimano GRX600 46-30T
Cambio: Shimano GRX400
Pacco pignoni: Shimano CS-HG50 11-36T 10 rapporti
Manubrio: Merida Expert GR alluminio
Attacco manubrio: Merida Expert GR alluminio
Cerchi: Merida Comp SL alluminio
Sella: Merida Comp CC
Canotto reggisella: Merida Expert alluminio
Comandi: Shimano GRX400 disc
Copertoni: Maxxis Rambler 700Cx40 fold
Pedivella: 170 mm-XS/S, 172,5 mm-M, 175 mm-L/XL
Serie movimento: Shimano BSA
Morsetto sella: Merida Expert
Manopole: Merida Road Expert
Deragliatore: Shimano GRX400
Motore: Mahle X35+ motore nel mozzo
Batteria: Mahle B1-C 250Wh
Prezzo: 3.499 euro

La nuova bicicletta elettrica da gravel Merida E silex 400

Merida eSilex 400: il test sul campo della e-bike

Abbiamo testato la Merida eSilex a 360° utilizzandola per fare il tragitto casa-redazione, alcuni giri fuoriporta e qualche seduta densa di sgasate alla montagnetta di San Siro. L’e-bike si è sempre dimostrata concreta, senza troppi fronzoli, un mezzo semplice e pratico che svolge bene il suo lavoro quotidiano, ma è anche in grado di regalare emozioni quando viene liberata sui percorsi off-road nel week-end.

Partirei valutando l’utilizzo più tranquillo che ne abbiamo fatto, ovvero quello per le strade cittadine: la bici a pedalata assistita si è rivelata pratica e intuitiva, il telaio in alluminio e i generosi copertoni montati su questa eSilex rendono agevole la percorrenza e il livello di comfort è elevato.

Non ci sono problemi a passare sul pavé e sui normali avvallamenti presenti sulle strade: pur non avendo una sezione “salvavita”, gli pneumatici permettono di scavalcare agevolmente anche ostacoli più insidiosi come le rotaie del tram, teoricamente la ruota potrebbe entrarci ma in pratica, per farlo, dovete prendere la mira.

Sergio Viganò pedala nel parco sulla nuova gravel e-bike Merida Esilex 400

Il motore si comporta bene, ha un’erogazione fluida e consente di sostenere delle buone velocità (l’assistenza alla pedalata a norma di legge si ferma ai 25 km/h) e avere delle buone ripartenze anche se tenete gli pneumatici un pelo più scarichi in favore del comfort.

L’autonomia della bici su asfalto è maggiore e consente di fare comodamente il tragitto casa-lavoro (presumendo quei 5/10 km) senza mai avere la preoccupazione di trovarsi “a secco” di carica in batteria.

L’interfaccia per accendere il motore e gestirne le modalità è posizionata sul tubo orizzontale e comunica tramite un feedback luminoso: luce verde indica l’accensione e la prima modalità, luce gialla modalità due e luce rossa modalità tre, ovvero quella di massima assistenza.

La gestione delle funzioni del motore avviene semplicemente premendo il pulsante: tramite un comando prolungato si accende e si spegne, con il singolo click si cambia modalità.

Dettaglio della batteria della nuova pedelec da gravel Merida Esilex 400

Nota molto positiva è la fluidità di pedalata a drive unit spenta: con il motore disinserito sembra di essere su una gravel muscolare a tutti gli effetti ed è possibile fare anche delle velocità ben superiori ai 25 km/h imposti dal supporto elettrico.

Portata fuoristrada, la eSilex mantiene lo stesso carattere senza però impedire di fare qualche passaggio adrenalinico e di portarla al suo limite.

La pedelec anche off-road si conferma un mezzo pratico e intuitivo: il motore è in grado di fornire un buon supporto ma sulle salite più impegnative (sopra l’8%) dovete metterci del vostro. I 40 Nm del motore aiutano ma non risolvono ogni problema, che a mio avviso è anche una soluzione “eticamente” interessante in quanto l’e-bike deve facilitare certi passaggi ma non è una moto elettrica.

Bello vedere la frequenza cardiaca salire e sentire le gambe che spingono anche in sella a una bici a pedalata assistita. Unica pecca, in questo caso, è il comando del motore: non avere la possibilità di gestire il motore dal manubrio rende il cambio di mappatura difficoltoso nei passaggi più tecnici.

Sergio Viganò scende da una collinetta erbosa con la bici da gravel Merida Esilex 400

Prima di affrontare salite impegnative quindi, è bene selezionare la modalità di massimo supporto per non trovarsi in situazioni “spiacevoli”. La batteria riduce parecchio la sua durata se usata sportivamente, ma più di un paio d’ore full gas riuscirete a farle: anche fisicamente risultano impegnative, quindi “autonomia fisico” e “autonomia bici” vanno grosso modo di pari passo.

Nulla da dire sul gruppo specifico per gravel Shimano GRX che non ha mai dato un problema durante tutto il test e stesso giudizio va su ruote e copertoni che sono sempre stati efficaci.

L’impianto frenante da 160 mm offre sì una forza frenante importante ma tende a bloccare il posteriore se si tirano le leve in modo deciso. Se avete letto altri miei test, è noto che io preferisca dei dischi più ridotti al posteriore, questo però rientra nel gusto personale e nello stile di guida che ciascuno di noi adotta.

Sergio Viganò posa di fianco alla nuova bicicletta da gravel Merida Esilex 400

eSilex 400: pareri e conclusioni

La Merida eSilex è una bici pratica e versatile, sicuramente il suo utilizzo primario è quello gravel o comunque legato al cicloturismo all’avventura, ma si difende bene anche nell’utilizzo urbano, a parer mio meglio di tante city bike troppo d’impatto e poco pratiche.

Il prezzo di 3.499 euro non è sicuramente basso ma è certamente proporzionato alla qualità dei componenti montati sulla ebike e all’affidabilità che questo mezzo con assistenza elettrica è in grado di garantire. Inoltre, per questa cifra è possibile portarsi a casa una bici che spazia dal quotidiano al divertimento senza troppi problemi.

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito internet ufficiale meridaitaly.it.

Se siete interessati al brand potete vedere il video sulla nostra visita in azienda Merida Italy e, nell’attesa dei listini 2022, potete leggere un articolo dedicato al catalogo bici gravel e strada Merida 2021 e quello dedicato alla collezione 2021 ebike Merida.

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A proposito dell'autore

Appassionato di qualsiasi cosa abbia le ruote, la bici è presente nella mia vita da quando ho memoria. Ho la fortuna di viverla in quasi tutte le sue sfaccettature, sempre affamato della prossima novità. Ho trovato la soddisfazione agonistica nel triathlon, riuscendo nel 2017 a ottenere la qualificazione al campionato del mondo ironman 70.3. Sono istruttore FITRI e, mentre proseguo i miei studi in farmacia, cerco di scendere il meno possibile dai pedali provando a trasmettere la mia grande passione.