Test eMTB HEPHA All Mountain 7 Carbon Tschugg Signature: motore proprietario e 120 Nm di coppia massima Claudio Riotti 1 Ottobre 2026 Test Il brand tedesco HEPHA, nato nel 2021, si sta ritagliando uno spazio di rilievo nel mercato europeo delle e-bike puntando su un rapporto qualità-prezzo aggressivo e su una forte indipendenza tecnologica. Leggi qui il nostro articolo. Il marchio si distingue per lo sviluppo interno dei propri sistemi di assistenza, evitando di affidarsi esclusivamente ai soliti player di mercato. La massima espressione di questa filosofia è la e-mtb All Mountain 7 Carbon Tschugg Signature che abbiamo messo alla prova durante tutta l’estate. Questo modello è il top di gamma e ha un prezzo di listino di 6.999 euro. Vediamo come si è comportata, ma prima sedetevi comodi e gustatevi la nostra video-recensione con anche l’intervista a Belti Schmid, Country Manager Italia per HEPHA. Chi è Guido Tschugg Guido Tschugg è una vera e propria leggenda vivente del mondo gravity ed e-MTB. Con una carriera ultra-decennale alle spalle costellata di successi nel 4X, nel freeride e la partecipazione a eventi iconici come la Red Bull Rampage (2004, 2008, 2012), Tschugg è stato uno dei primi atleti d’élite a credere nell’elettrico e a trasferire la propria esperienza nel settore delle e-MTB. In qualità di tester ufficiale e consulente tecnico per HEPHA, ha avuto carta bianca per allestire il suo mezzo ideale, trasferendo il suo DNA racing in questa configurazione speciale. Vi ricordiamo che in catalogo ci sono altri quattro modelli di All Mountain 7 che vanno da 4.300 euro a 5.500 euro, tutti con telaio in carbonio. Il cuore pulsante: motore Gobao P110 Il fulcro tecnologico della All mountain 7 del nostro test è il motore HEPHA P110, un’unità sviluppata in stretta sinergia con la azienda cinese Gobao (che ha oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’e-mobility). Questo propulsore centrale da 250 W nominali si distingue per una coppia di 110 Nm che salgono a ben 120 Nm in modalità Boost. Nonostante l’erogazione molto potente pensata per superare le rampe più tecniche, la sofisticata gestione software Gobao e i sensori ottimizzati garantiscono un’esperienza fluida e adatta anche ai meno esperti. Specifiche tecniche Telaio: monoscocca in fibra di carbonio (Full Carbon Frame) Ruote da 29 pollici Sospensione posteriore: sistema 4-Link Virtual Pivot sviluppato in collaborazione con RAAW Escursione: 160 mm anteriore/140 mm posteriore Batteria: HEPHA BT-800BH rimovibile da 800 Wh ad alta densità energetica Display: HEPHA SC-201 a colori da 1,96 pollici Caricatore: rapido da 6A (Ultra Fast) Peso complessivo: 24,7 kg Prezzo di listino: 6.999 euro Componenti del montaggio Forcella: SR Suntour Durolux 38 da 160 mm con steli da 38 mm Ammortizzatore: SR Suntour TriAir2 Trasmissione: SRAM GX Eagle AXS a 12 velocità wireless connessa alla batteria principale Freni: Magura Gustav Pro a 4 pistoncini con dischi da 203 mm all’anteriore e 180 mm al posteriore Ruote: cerchi Newmen Beskar 30 montati su mozzi Newmen Pneumatici: Schwalbe Albert Gravity Soft/ Magic Mary Trail Super Soft, entrambi radiali e da 29″ x 2.5″ Reggisella telescopico elettronico wireless ISTOS E-Dropper da 125 mm (150 su Tg. L), integrato nel sistema centrale Appoggi: manubrio (780mm), manopole, attacco manubrio e sella 611 Ergowave tutti di SQLab Geometrie e taglie Le geometrie sono piuttosto conservative ma adatte all’utilizzo all-mountain e a un pubblico anche con poca esperienza. Abbiamo un angolo di sterzo da 66° per una buona stabilità in discesa ma che non compromette la guidabilità nello stretto e un angolo sella di 74°, non troppo verticale e che assicura una posizione comoda per lunghe pedalate. Il carro è generoso, 458 mm, per una buona stabilità in discesa ma anche sulle salite più ripide riesce a dare un buon grip alla ruota posteriore, nonostante il tubo sella rilassato (in questi casi è sempre meglio abbassare leggermente la sella per distribuire meglio i pesi). Reach da 455 mm e stack da 617 mm su taglia M sono anch’esse conservative, ultimamente si vedono sia reach che stack più generosi. L’ottima Magic Mary Trail radiale all’anteriore con mescola Ultra Soft. Noi abbiamo testato la versione Gravity Pro Ultra Soft. Da segnalare che la HEPHA All Mountain 7 Carbon Tschugg Signature (come gli altri modelli di All Mountain 7) viene prodotta esclusivamente in due taglie: M (tubo piantone da 440 mm, ideale per altezze tra 160 e 175 cm, la nostra in test) L (tubo piantone da 480 mm, per i biker più alti da 180 a 195 cm) I Gustav Pro di Magura sono ben modulabili e potenti. A volte le pastiglie si muovono nelle pinze e creano un leggero rumore. Per avere un quadro completo, ecco qui di seguito la tabella con le quote geometriche complete fornite dal produttore: Misura Taglia M Taglia L Lunghezza Tubo Piantone 440 mm 480 mm Angolo Tubo Piantone (effettivo) 68.5° 68.5° Offset Forcella 44 mm 44 mm Angolo Sella (virtuale) 74° 74° Lunghezza Tubo Sterzo 110 mm 124 mm Angolo di Sterzo 66° 66° Lunghezza Tubo Orizzontale 632 mm 655 mm Lunghezza Foderi Posteriori (Chain Stay) 458 mm 458 mm Drop Movimento Centrale 20 mm 20 mm Interasse (Wheelbase) 1.225 mm 1.249 mm Stack 617 mm 629 mm Reach 455 mm 473 mm Altezza Standover 773 mm 806 mm L’ottima protezione del motore, realizzata in alluminio. Il nostro test Ho messo alla prova questa ebike per quattro mesi, su molti trail e terreni diversi. Ho potuto anche utilizzare una versione “beta” del software che HEPHA ci ha fornito nell’ultimo periodo di test, anche per avere i miei feedback diretti. Aggiorneremo poi l’articolo o comunque pubblicheremo delle news su quale sarà poi il software definitivo: al momento in cui scriviamo non abbiamo ancora nessuna informazione. Sono alto 170 cm e peso 75 kg vestito da bici con protezioni e zainetto. La taglia M l’ho trovata adatta alla mia corporatura ma ho accorciato il manubrio da 780 mm a 750 mm. Perché? Leggi il nostro tutorial sul manubrio della MTB. Il reggisella telescopico elettronico ISTOS è una novità: collegato alla batteria centrale, funziona agendo sul pulsante sinistro del comando al manubrio. Il suo funzionamento è subordinato all’accensione della bici, è immediato e fluido nella discesa e con un rilascio molto veloce nella risalita. Per l’azionamento serve un po’ di abitudine perché il pulsante resta più alto rispetto alla classica leva sotto alla manopola. Purtroppo la sua escursione da soli 125 mm è a mio avviso troppo ridotta per un utilizzo trail ed enduro: tuttavia sulla taglia M è possibile montare anche la versione da 150 mm che troviamo sulla L. Il display è ben leggibile anche con il sole. L’app HEPHA Il brand tedesco ha ovviamente prodotto un’app molto completa per poter personalizzare le modalità di assistenza, bloccare la bici con il Watch Mode, usare lo smartphone come chiave via Bluetooth, tracciare le uscite, aggiornare il software e molto altro ancora. I livelli di assistenza sono tre, ECO, TOUR e TURBO. Abbiamo anche 30 secondi di BOOST, selezionabile o meno dall’app, a 120 Nm, e attivabile premendo il pulsante +. Tramite l’app, ECO è regolabile da 20 NM a 53 Nm, TRAIL da 20 Nm a 80 Nm, TURBO da 20 Nm a 110 Nm. Ogni assistenza ha poi la regolazione del livello di assistenza: da 1 a 5 per ECO, da 6 a 10 per TOUR e da 7 a 10 per TURBO. Abbiamo poi la “Drive Resistance Estimation” che è una sorta di regolazione della coppia, regolabile su 5 step da Low ad High per ogni livello, così come è regolabile su 5 step la “partenza assistita” che fondamentalmente è la risposta al pedale. Anche il Walk, la camminata assistita, è regolabile da 3 a 5 km/h. Il pulsante a sinistra “<” controlla il reggisella elettronico: serve un po’ di abitudine per usarlo in modo naturale anziché cercando la leva sotto alla manopola. Salita Come potete vedere nella prima parte del video, con il motore in configurazione standard mi sono trovato abbastanza bene ma una cosa di cui ho sentito la mancanza era la spinta residua, ovvero l’overrun, sulle salite più tecniche ricche di radici e gradoni. Una volta installato il nuovo aggiornamento l’erogazione è diventata più fluida e l’overrun è aumentato, seppur di poco. I passaggi tecnici e i tornanti sono diventati più semplici e in generale l’utilizzo della bici ne ha giovato parecchio. La posizione in sella è più da lunghe pedalate che da salite ripide ma con la sella tutta “scarrellata” in avanti e un po’ di avanzamento del corpo si riescono a superare tratti davvero ripidi con molta soddisfazione, perché la trazione è ottima anche grazie alle coperture radiali. Il Boost l’ho utilizzato solo per situazioni di emergenza o per divertimento perché comunque rimane molto potente e talvolta poco gestibile. Il passaggio cavi è interno per freno posteriore e il filo del comando assistenze. Il cavetto non collegato è pronto per installare una luce anteriore: un dettaglio che pensa alla comodità e praticità. Discesa In discesa questa e-MTB convince per equilibrio e facilità di guida. Non è una all-mountain estrema e infatti non cerca mai di mascherarlo, ma restituisce una buona sensazione di maneggevolezza nonostante sia sui 25 kg in ordine di marcia. La guida resta intuitiva, il telaio e la componentistica azzeccata trasmettono fiducia e, nei tratti più scorrevoli, la bici riesce anche a essere piuttosto divertente. Il limite principale in questo contesto resta il reggisella da 125 mm, che lascia un po’ meno libertà di movimento di quanto vorremmo. La levetta per aprire lo scomparto della batteria ha una sicura, un piccolo bottone da premere: seppur un po’ duro da sbloccare come sistema, si tratta di un altro dettaglio degno di nota. Consumi Sul fronte consumi, il comportamento è in linea con quanto ci si può aspettare da una ebike di questo tipo con batteria da 800 Wh. Tuttavia è sempre un dato molto soggettivo e dipende da troppi fattori. Resta il fatto che nei percorsi “test” che faccio abitualmente e dove porto tutte le e-MTB che provo, la HEPHA ha registrato dei consumi paragonabili a una ebike con Bosch CX Gen 5. Conclusioni La Hepha All Mountain 7 Carbon Guido Chug Signature si è dimostrata una e-MTB bilanciata, capace di offrire buona trazione in salita, un’erogazione corposa e una guida complessivamente intuitiva. La drive unit HEPHA P110 creata da Gobao fa il suo dovere e si sta già lavorando sui margini di miglioramento: difatti il nuovo firmware ha reso il motore più fluido e sfruttabile, mentre l’introduzione dell’overrun si è rivelata estremamente utile nei passaggi tecnici più impegnativi. In discesa la bici convince per stabilità e maneggevolezza ricordandoci che comunque non è una e-MTB da enduro. Restano alcuni compromessi come la rumorosità del motore e il reggisella da 125 mm, un po’ limitante nell’uso più aggressivo. Nel complesso, però, il giudizio è positivo: una all-mountain concreta, divertente e con una sua identità precisa. State sintonizzati perché HEPHA e Gobao stanno lavorando a una e-MTB con cambio integrato e-CVT come quello che abbiamo provato brevemente sul prototipo dell’ebike HEPHA Urban X, anche se sarà pronta verso la prossima primavera. Vi daremo maggiori informazioni non appena le avremo e speriamo anche di testarla in anteprima. Per maggiori informazioni sulla gamma e sulla filosofia del brand visita il sito ufficiale Hepha. Leggi anche: HEPHA rafforza il proprio team commerciale in Europa e l’articolo sul Tour Europeo HEPHA 2026: fiere ed eventi. Seguici anche sulla nostra pagina Instagram e sulla nostra pagina Facebook oltre che sul nostro canale Youtube dove puoi trovare molti video-test di bici, MTB elettriche ed ebike di vario genere. Iscriviti qui per ricevere la newsletter di Bicilive.it.