Italwin è un marchio italiano che produce bici elettriche fin dal 2003 in Veneto. Acquisito nel 2016 da FIVE, Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici di Bologna, fa ora parte di una realtà in cui il Made in Italy e l’innovazione tecnologica sono alla base di una vasta produzione di ebike e motocicli elettrici.

In questo articolo abbiamo testato uno dei prodotti Italwin che va per la maggiore, la fat bike elettrica K2 MAX con ruote da 20×4″, motore FIVE da ben 90 Nm di coppia e batteria integrata da 378 Wh.

Vediamo insieme come si è comportata.

Italwin K2 MAX, caratteristiche tecniche

La K2 MAX è una e-bike disponibile in taglia unica di 42 cm ma ben si adatta a diverse stature grazie al manubrio e la sella ampiamente regolabili. L’abbiamo testata con una batteria da 345 Wh ma ora monta di serie la INNERTUBE PLUS Li-Ion 10,5Ah 36V da 378 Wh prodotta in Italia da FIVE.

Come caratteristiche principali troviamo quindi il motore centrale e ovviamente il fatto che sia pieghevole fino a occupare uno spazio di 96x75x50 centimetri grazie alle cerniere sul telaio e sul manubrio e i pedali che si ripiegano.

Foto della 2 MAX di Italwin è una fat bike elettrica pieghevole

La K2 MAX di Italwin è una fat bike elettrica pieghevole dal prezzo di 2.049 euro.

  • Telaio: alluminio pieghevole in taglia 42 cm
  • Motore centrale: FIVE da 250 W e 90 Nm di coppia
  • Batteria: INNERTUBE 378 Wh con celle Samsung prodotta in Italia
  • Display 3,5″ LCD retroilluminato: 5 livelli di assistenza, dispositivo soft start
  • Forcella: ammortizzata 80 mm di escursione
  • Trasmissione: Shimano a 7 rapporti con grip shift
  • Freni: a disco idraulici Tektro
  • Pneumatici: CST BFT 20×4″
  • Luci a led, parafanghi e cavalletto di serie
  • Sella in gel Bassano
  • Pedali: in plastica pieghevoli
  • Taglia: unica
  • Peso: 26 kg
  • Prezzo: 2.049 euro
Foto di Claudio Riotti in sella alla e-fat Italwin K2 MAX

La Italwin K2 MAX si è rivelata una compagna di pedalate molto confortevole, potente e versatile.

Il test della Italwin K2 MAX

Se desiderate una ebike con cui non passare inosservati, la K2 MAX è ciò che fa per voi. Scherzi a parte, ho davvero visto più teste girarsi al mio passaggio in sella a questa fat bike elettrica che a bordo dell’ultimo modello di eMTB in carbonio da ottomila euro.

Il motivo è semplice, la K2 è una bici a pedalata assistita nata per essere vistosa ma comunque adatta a diversi terreni grazie alle sue caratteristiche.

Mi preme però far passare il concetto che, per via del motore centrale, la differenza tra questa e-fat e le altre che si vedono in circolazione sia davvero avvertibile nella guida: la massa del motore posizionata al centro anziché nel mozzo posteriore cambia radicalmente il comportamento della bici elettrica.

Foto della 2 MAX di Italwin di vista di tre quarti

Partiamo comunque dalla posizione in sella, dove tutto è sotto controllo: dal cockpit confortevole con le manopole morbide (anche se tendono a ruotare), il manubrio stretto per passare agevolmente tra le file di macchine, i comandi e il campanello.

Manubrio e sella sono regolabili per diverse altezze e si può pedalare molto eretti con il busto.

Il display è ben leggibile anche di notte e riporta tutte le informazioni necessarie.

Le luci sono sufficienti per farsi vedere, ma se volete pedalare su strade completamente buie serve qualcosa di più potente all’anteriore.

Foto della 2 MAX di Italwin e delle luci

Le ruote fat da 20 pollici per 4″ di larghezza danno sicurezza in ogni ambito, assieme al telaio robusto e i freni a disco idraulici, potenti e dimensionati per il peso della bici.

La forcella ammortizzata dona un ottimo comfort, solo in alcuni frangenti si estende troppo velocemente producendo un rumore secco se si passa su tombini o buche, caratteristica riscontrata anche in altre bici urban o trekking.

Foto del grande e visibile display della e-fat Italwin K2 MAX

Il grande e visibile display della e-fat Italwin K2 MAX.

La sella è risultata comoda nei tragitti effettuati in città, un po’ meno nelle escursioni fuori porta sopra le due ore ma dipende sempre dalle preferenze personali.

I pedali pieghevoli, seppur molto comodi, sono stati sostituiti con un paio di pedali da MTB in plastica dotati di pin (piccole viti per aumentare l’aderenza) e piattaforma più larga, più sicuri e stabili sugli sterrati e nei sentieri semplici dove ho portato la K2 MAX.

Foto dei pedali pieghevoli della Italwin K2 MAX

Il pedale della e-fat K2 MAX una volta ripiegato.

Anche in questi ambiti la e-fat K2 MAX è risultata divertente e sicura, quindi la considero davvero un mezzo tuttofare che può essere utilizzato in molti contesti diversi, dalla città alle gite fuori porta fino alle esplorazioni su sentieri semplici nei boschi.

Foto del motore FIVE da 90 Nm

Il potente motore FIVE da 90 Nm che fa della K2 l’unica e-fat con drive unit centrale attualmente sul mercato.

Il motore FIVE della K2 MAX

Ho apprezzato particolarmente il fatto che la K2 MAX sia molto silenziosa per essere dotata di una drive unit da ben 90 Nm di potenza.

Ci tengo a sottolineare che al momento è l’unica bici di questa tipologia ad utilizzare un motore centrale e questo è anche il motivo della sua guidabilità e anche del suo successo commerciale.

Infatti la differenza di sensazioni è davvero netta quando si ha una ruota posteriore con motore nel mozzo che pesa 4 o 5 chili, quindi sulle masse sospese, e invece una ruota tradizionale (seppur fat) come sulla K2 MAX.

Grazie a questo la K2 risulta molto intuitiva da guidare, sia nel traffico che in ambiti extra urbani, inoltre la spinta del motore centrale FIVE non ha paragoni.

Su altre ebike simili ma con motore nel mozzo le sensazioni sono state ben diverse, con più fatica sulle salite ripide, sui cavalcavia e in tutte le situazioni dove si necessita di potenza, come ad esempio sulle rampe dei box.

Se volete sapere le differenze sui vari motori vi consiglio la lettura della nostra guida per conoscere l’ebike.

Qui sulla K2 basta una leggera pressione sui pedali in modalità 5, quella più potente, e la bici si sposta con agilità e rapidità grazie al motore centrale FIVE, alle geometrie ben concepite e le forme compatte, anche sulle pendenze più impegnative.

Foto del comando delle assistenze della K2 MAX

Il comando delle assistenze è piccolo ma volte ci si confonde con i bottoni e si è costretti a guardarli. Servirebbe qualcosa di più intuitivo.

Se si desidera meno potenza basta selezionare con il pollice sinistro sul comando una modalità meno potente e mano a mano che ci si avvicina all’assistenza 1 bisogna mettere un po’ più di impegno sui pedali. Tuttavia, anche a motore spento la K2 si pedala molto agevolmente, perfino oltre i 25 km/h in pianura, quindi nessuna paura se si esaurisce la batteria!

C’è un piccolo ritardo nelle partenze da fermi, quindi la spinta non è immediata come su una eMTB ma è proprio questo il “soft start” di si parla nelle specifiche: per evitare partenze brusche e inaspettate il motore inizia a spingere poco dopo che si mette il peso sui pedali.

Partendo da fermi, nell’uso quotidiano, il consiglio è comunque quello di selezionare la marcia più leggera prima di fermarsi. Questo migliorerà l’erogazione della spinta del motore e si farà meno fatica a partire, specialmente se si è in salita.

Foto della batteria della fat bike elettrica Italwin K2 MAX

La batteria è contenuta nella porzione di telaio a sinistra e si estrae agevolmente con una chiave.

Batteria, consumi, gomme fat

La batteria si ricarica con una piccola presa posta sotto al tubo obliquo. È estraibile con l’apposita chiave e ricaricabile anche separatamente. La ricarica completa della batteria da 378 Wh richiede circa 5 ore.

I consumi sono molto buoni, anche se qui entriamo in un campo con molte variabili a seconda del peso del ciclista, della pendenza dei percorsi e dell’allenamento di chi sta in sella. A riguardo ho notato che con le gomme più sgonfie e su terreni più sconnessi la K2 tende leggermente a consumare più batteria per via dell’attrito degli pneumatici CST da 4 pollici di larghezza.

Foto delle ruote fat della Italwin K2 MAX

Il grande comfort è dato anche dal grip e la capacità di assorbimento delle CST da 4″ di larghezza.

Queste comunque danno un ottimo comfort di guida su tutte le superfici a patto di regolarne correttamente la pressione: vanno tenute morbide, altrimenti sullo sterrato e sullo sconnesso la K2 tende un po’ a rimbalzare se si pedala a buon ritmo.

Quindi il mio consiglio è, se possibile, di munirsi di pompa per gomme e all’occorrenza cambiare la pressione degli pneumatici in base alle situazioni, ovvero più morbidi per terreni sconnessi e più gonfi per terreni lisci e scorrevoli, ma senza esagerare: con il mio peso di 70 kg ho usato 0.9/1 bar su sterrato e 1.2/1.3 bar su asfalto, con lo pneumatico anteriore sempre un 0.1/0.2 bar più gonfio del posteriore per evitare un, seppur leggero, effetto di chiusura dello sterzo” nelle curve.

Foto della e-fat pieghevole Italwin K2 MAX piegata

Il trasporto da piegata

La Italwin K2 MAX si richiude molto semplicemente grazie allo snodo centrale dotato di sicura. Dopo un paio di prove si prende manualità con l’operazione che consiste in quattro movimenti: piegare i pedali; sganciare il fermo del manubrio e ripiegarlo; sganciare il quick release centrale sul telaio alzando la sicura; ripiegare la bici su se stessa.

Peccato non trovare un gancio o un elastico come su altre bici simili che permetta di mantenere la K2 chiusa durante il trasporto.

Foto della sicura dello snodo del telaio della ebike K2 MAX

Il piccolo gancio nero è la sicura che evita aperture accidentali dello snodo del telaio.

Una volta ripiegata, la K2 MAX occupa uno spazio relativamente ridotto e si può trasportare sui mezzi pubblici utilizzando la ruota posteriore per spostarla. Qui bisogna solo stare attenti alla rotazione dei pedali se si fanno delle “manovre”, perché potrebbero incastrarsi nell’altra ruota o nel telaio.

Se si deve salire o scendere dei gradini l’operazione diventa faticosa e complessa perché la bici, oltre a pesare 26 kg, tende ad aprirsi, mancando come già detto un gancio di ritenzione.

Foto del cavalletto laterale e il freno a disco posteriore della K2 MAX di Italwin

Il comodissimo cavalletto laterale e il freno a disco posteriore della K2 MAX di Italwin.

Per quanto riguarda le dimensioni da piegata, la K2 è sicuramente più grande di una normale bici pieghevole a causa delle gomme fat. Nonostante ciò non ho avuto problemi di spazio né sui treni (tranne nelle ore di punta) né ad esempio in ascensore: serve solo un po’ di forza per alzarla in caso di gradini, quindi consiglio di evitare quest’operazione a donne o persone con problemi di schiena.

Foto della Italwin K2 MAX, e-fat pieghevole con motore centrale FIVE

Le nostre conclusioni sulla Italwin K2 MAX

Dopo diverse uscite possiamo affermare che la fat bike pieghevole K2 MAX di Italwin sia un’ebike che permette un comfort di guida notevole grazie alle sue ruote da 4 pollici e la forcella ammortizzata.

Il prezzo di 2.049 euro è consono alla tipologia e la qualità del mezzo, che ricordiamo essere dotato di un motore centrale silenziosissimo e molto potente che sorpassa di gran lunga la concorrenza per resa e prestazioni. Nonostante il suo peso, la K2 è risultata maneggevole e reattiva.

Il montaggio è curato e non ci sono elementi che stonano, sarebbe tuttavia molto utile la dotazione di una cinghia o un elastico per poterla mantenere chiusa durante l’eventuale trasporto da piegata.

Se volete saperne di più su altri modelli del brand con motore FIVE vi consigliamo di leggere il test della Italwin Trail Advanced oppure la news della Italwin Trail Ultra 2020.

Per maggiori informazioni sui prodotti Italwin vi invitiamo invece a visitare il sito ufficiale Italwin.

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A proposito dell'autore

Sono cresciuto sulle due ruote: BMX, motocross, le prime MTB negli anni 80. Dal 2007 ho gareggiato per 10 anni nel downhill e nell'enduro in tutta Italia. Dal 2013 al 2019 ho lavorato con la scuola MTB Gravity School anche a Whistler, in Canada. Sono istruttore Federale FCI e Guida Nazionale MTB. Ho visto nascere BiciLive.it nel 2013 e ora mi occupo di MTB, ebike ed eMTB. La bici è il mio pane quotidiano!