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Finalmente abbiamo testato a dovere la Whistle B-Rush del brand Atala, un’ebike biammortizzata tuttofare capace di portarvi in comodità e sicurezza dovunque le chiediate

La B-Rush è soprattutto una ebike da divertimento. L’abbiamo avuta in versione definitiva (o quasi, perchè non equipaggiata col motore  Bosch CX) e siamo stati un mese in compagnia di questa mtb elettrica italiana per potervi fornire in maniera esauriente le nostre impressioni.

Le principali novità del brand Atala per il 2016 sono legate all’introduzione in quattro versioni di questa biammortizzata molto tecnica: B- Rush SLS, SL, S e B-Rush, tutte con 140 mm di escursione all’anteriore e 130 mm al posteriore.

Come è fatta la Whistle B-Rush

foto della Whistle B rush

La Gamma ebike di Whistle

La B-Rush fa parte di una completa offerta con cui Whistle si presenta nel 2016 e che prevede un nutrito catalogo di mountain bike elettriche: la linea Fat rappresentata da un unico modello, la Bison; la linea “E-MTB Hardtail” da 27,5” e 29” e ancora la linea “E-hybrid” ed “E-city”. Tutte sono dotate di sistema Bosch.

La bici in test fa parte della linea E-MTB Full ed è stata immessa in catalogo dopo due anni di sviluppo per adeguare in maniera ottimale il telaio al sistema elettrico Bosch con l’obiettivo di rendere quasta bici elettrica una vera mtb all mountain ma con pedalata assistita.

Come già anticipato, la B-Rush è offerta in 4 diverse versioni: la SLS è il modello di punta con allestimento al top che si differenzia dalla SL, quella da noi in prova, principalmente per la dotazione di serie del display Nyon Bosch.

Gli altri modelli sono dotati del classico display Intuvia e alcune variazioni nella componentistica. Tutta la serie B-Rush è dotata del nuovo e potente motore Bosch Cx, studiato appositamente per l’offroad.

Il Telaio

Il telaio è un 27,5” in alluminio idroformato con il classico tubo sterzo conificato (tapered). La geometria è molto particolare e segue le tendenze attuali, con un tubo orizzontale curvo e con gusset di rinforzo nella saldatura col tubo verticale; giustamente sovradimensionato invece il diametro del tubo obliquo, adatto ad ospitare il motore centrale.

Il disegno del telaio adotta un sistema di sospensione a quattro bracci con giunto Horst Link che gestisce 130 mm di escursione al posteriore. La lunghezza del carro posteriore risulta essere abbastanza contenuta per la media delle bici elettriche con una quota di circa 469 mm, inoltre si è pure riusciti a mantenere uno standover basso, soluzioni che facilitano così le manovre nello stretto e danno più confidenza nella guida di questa mtb elettrica biammortizzata.

Tutti i cavi, compresi freno e deragliatore posteriore, hanno il passaggio interno ai tubi del telaio, conferendo estrema pulizia a tutta la bici.

Le misure del modello disponibili sono tre: 16”, 18” e 20”.

Il Sistema di pedalata assistita

Il sistema elettrico conta sul nuovo e potente Bosch CX da 250 Watt, accompagnato da una batteria con capacità di 500Wh e display Intuvia con ingresso miscrousb per connettere dispositivi esterni (o ricaricare il cellulare…).

Il posizionamento del motore Bosch è stato studiato in maniera da ottenere un ingombro minimo e tale da realizzare un valore per il carro abbastanza contenuto come sopra evidenziato di soli 469 mm; uno dei più bassi per una mtb elettrica biammortizzata (ricordiamo che la Scott eSpark ha un valore di 488 mm – la Trek Powerfly 470 mm mentre il più basso lo registra la Specy Levo con 459 mm, il più ridotto in assoluto per una ebike full).

Il Bosch CX è un motore che esprime una coppia a regimi più bassi e un valore massimo di 75 Nm rispetto ai 60 del Performance; inoltre è più piccolo e leggero – anche se più rumoroso – sempre rispetto al Performance.

Le sospensioni della B-Rush

La B-Rush SL utilizza forcella Rock Shox Revelation SL da 140 mm di escursione e comando remoto al manubrio del blocco in compressione.

Al posteriore ospita un ammortizzatore sempre Rock Shox modello Monarch Plus R.

La sospensione posteriore, come anticipato, adotta un 4 bar linkage Full Floater con giunto Horst.

Dettagli del montaggio della Whistle B-Rush:

  • Telaio Alu 27,5″, hydroformed, tapered 1″1/2 Head Tube, Rear travel130 mm, Post mount rear brake bracket, E-Thru axle 12×142 mm
  • Forcella Rock Shox Revelation RL, 140 mm, E-thru 15 mm, tapered 1”1/2 steerer, with remote lockout
  • Ammortizzatore Rock Shox Monarch Plus R, 51 mm
  • Serie Sterzo FSA No.57E tapered 1″1/2
  • Guarnitura Fsa 15T
  • Deragliatore posteriore Shimano XT RD-M8000 GS, Shadow Plus
  • Leve cambio Shimano XT SL-M8000 Rapidfire-Plus, 11s
  • Freni Shimano Deore BR-M615, Rotor SM-RT68 180 mm F / 180 mm R
  • Cassette Shimano CS-M8000 11s 11/42
  • Pedali Alu MTB
  • Mozzi Shimano Deore HB-M618, E-Thru 15 mm/12 mm, CL, 32h
  • Cerchi DT 533d, 27,5”, 32h
  • Attacco manubrio Kyte Alu Oversize
  • Manubrio Kyte Top Flat Alu Oversize, 720 mm
  • Reggisella Kyte Alu 31,6 mm
  • Sella Selle Royal Shadow
  • Coperture Schwalbe Nobby Nic Performance 27,5×2,35
  • Misure 16” – 18” – 20”
  • Colore Black/Sky Matt

La prova sul campo della Whistle B-Rush SL

Chiariamo subito che la nostra B-Rush SL in versione test non disponeva ancora del motore CX e quindi ci è stata fornita col motore Performance Line da 250W e batteria da 500Wh di capacità.

Su ebike.bicilive.it avevamo già provato in anteprima la B-Rush in versione prototipo, durante l’Atala Tour del 2015 e all’Expo Bici del 2014, ma ancora non approfonditamente.

I vari “assaggi” della B-Rush effettuati in passato mi avevano acceso un forte “desiderio” di provarla come si deve e soprattutto di poterla confrontare con le altre top ebike biammortizzate.

Questo test della B-Rush SL segue quelli di diverse altre mtb elettriche che trovate su ebike.bicilive.it per compiere una comparazione.

Il teatro di prova sono stati gli sterrati e i bike park siciliani, escursioni a lungo raggio e alcune discese condite da pietraie, massi e anche qualche salto.

La misura in prova era una 18”, diciamo un tantino grande per le mie esigenze (sono alto 171 cm), ma tutto sommato l’ho trovata comoda, anche perché la quota di standover non è esagerata (337 mm) e la lunghezza del tubo orizzontale a 595 mm è smorzata da un attacco manubrio da 70 mm.

Questo il quadro dei km effettuati e relativi consumi:

Km effettuati Consumo batteria
28 1 tacca
36 3 tacche
18 1 tacca
54 4 tacche
13,5 1 tacca

Le tacche che rappresentano il consumo della batteria sono visualizzate, come ben sapete, sul display Intuvia che suddivide l’icona della batteria in 5 tacche complessive; quindi una tacca corrisponde più o meno al 20 % della energia totale disponibile.

Ricordo che il consumo varia sempre a seconda delle condizioni di utilizzo della bici elettrica. In linea generale, diciamo che per l’80% del riding ho utilizzato la modalità Eco (Tour, Sport e Turbo le altre).

Le prime impressioni di guida sono state ottime, una posizione azzeccata proprio come piace a me: da bici all mountain, rilassata e comoda.

Il lavoro nella ricerca della migliore geometria svolto nello sviluppo di questo telaio  si sente già al primo impatto. Anche se la bici era un po’ grande per le mie misure, il feeling è stato immediato.

La prima tappa di prova è stata abbastanza breve: solo un giro tra i sentieri nei dintorni della Valle dei Templi, un fuoristrada non particolarmente impegnativo che ha confermato la facilità di guida di questa bici elettrica.

Sulle salite molto tecniche la bici si è arrampicata agevolmente senza particolari difficoltà grazie al motore Bosch Performance, che ha erogato la sua potenza in maniera uniforme e anche grazie alla geometria della bici e alle sospensioni che hanno lavorato egregiamente.

Certo, la misura un po’ grande mi ha costretto a spostare il corpo sulla bici per non fare alzare l’avantreno e contemporaneamente bilanciare lo scarico di energia del motore a terra, tecnica che si deve imparare ad usare quando si guida una mtb elettrica.

La modalità di assistenza massima che ho utilizzato anche nelle salite con fondo estremamente tecnico, in presenza di numerose pietre, è stata la Tour, con elevato contributo della mia pedalata; credo che il motore CX – che ho già avuto occasione di testare – avrebbe dato un “aiuto” più deciso in questi contesti soprattutto per la sua capacità di esprimere più potenza ai bassi regimi, facilitando la guida e il superamento di ostacoli difficili.

Nelle successive escursioni, soprattutto quelle lunghe, la comodità di questa bici elettrica del gruppo Atala si è manifestata pienamente.

Le sospensioni, in particolare, mi hanno piacevolmente sorpreso: della forcella Revelation non nutrivo estrema stima, non avendo avuto esperienze molto positive in precedenza. Una forcella “onesta” ma un po’ esile su una bici da 22 kg; quando gli steli da soli 32 mm sono sollecitati si evidenzia una certa flessione.

Invece, sarà per le geometrie di questa B-Rush o per le innovazioni apportate alla Revelation, questa forcella mi ha soddisfatto completamente.

Per quanto riguarda l’ammortizzatore, avrei preferito vedere montato il fratello maggiore di questo RockShox Monarch, cioè il Debonair, che dispone di un serbatoio a doppia camera che, come su altre ebike concorrenti, compensa in maniera egregia il peso maggiore della bici. Chi desidera, però, può fare il salto al serbatoio maggiorato del Debonair come upgrade.

Se nelle salite l’impressione di guida di questa ebike è risultata positiva, nelle discese lo è stata ancora di più: la B-Rush è in tutte le condizioni, dal ripido al misto fino allo stretto e tortuoso, un’ottima discesista, non risentendo affatto dell’elevato peso né delle misure forzatamente sovradimensionate per ospitare il motore.

Questa mtb elettrica è sempre agile in qualsiasi situazione e restituisce un grande piacere al rider che si districa con facilità anche in situazioni difficili. Un altro punto di merito che va allo sviluppatore.

Grande sicurezza è conferita inoltre dalle coperture: le Schwalbe Nobby Nic Performance sono proprio all’altezza di questa mtb elettrica.

Finalmente incontro un assemblatore di mtb elettriche che effettua la giusta scelta piuttosto che impegnarsi a risparmiare peso attraverso gli pneumatici, soluzione che non ha senso su una mtb elettrica, il cui peso grava sensibilmente sull’impronta a terra della ruota.

Dove trovo da ridire è invece sul peso dell’avantreno, forse un po’ troppo piantato per terra, ma il mio è solo un giudizio soggettivo: questa caratteristica contribuisce a schiacciare la bici sull’anteriore che, se da un lato conferisce sicurezza, soprattutto nelle curve in discesa, dall’altro non rende facile far alzare l’avantreno per superare ostacoli o effettuare piccoli salti.

Il display di bordo è il solito Bosch Intuvia che, devo confessare, se per i principianti della bici elettrica o per gli mtb rider occasionali costituisce un elemento fondamentale per il controllo del sistema elettrico, per chi invece fa un uso della mtb più intenso questo accessorio diventa superfluo e in definitiva ingombrante.

Ritengo sempre più vincente la scelta di epurare la mtb elettrica da qualsiasi controllo remoto al manubrio. Per chiarirci, trovo che sia sufficiente predisporre la ebike con solamente il display del consumo energetico sulla batteria e il comando remoto delle modalità di assistenza.

Si può poi rendere disponibile un’app di gestione remota del sistema da utilizzare con smartphone o gps, proprio come fatto da altre case ciclo e altri produttori di sistemi per bici elettriche.

Vedremo se Bosch saprà venire incontro a queste esigenze di utenti avanzati di mtb elettriche!

La componentistica della B-Rush SL è sostanzialmente adeguata al livello della bici: ottime le ruote, i freni Shimano Deore BR M615 sono tutto sommato più che sufficienti, leve e cambio XT 11 rapporti precisissimi, la sella Royal Shadow comoda e il pacco pignoni 11/42 perfetto.

Manubrio da 720 mm che trovo sempre un po’ risicato in larghezza, visto il solito sovraffollamento di accessori che non digerisco mai bene.

Purtroppo manca il reggisella telescopico.

Anche per questa bici elettrica l’epilogo del test è stato sui bike park locali, tra passerelle e pietraie che hanno confermato le ottime capacità discesistiche di questa mtb elettrica del brand Atala.

foto della mtb elettrica whistle in un paesaggio collinare

Conclusioni

La B-Rush SL è una mtb elettrica che mi lascia pienamente soddisfatto. Credo possa essere una scelta perfetta per chi cerchi un’ebike per lunghe e sicure escursioni con pedalata assistita o per divertirsi in discesa senza affannarsi più di tanto nelle risalite pedalate. Lo sviluppo di questa mtb elettrica è stato lungo ma il prodotto ottenuto è davvero egregio.

Come tutte le biammortizzate che ho fin qui testato, con qualche eccezione, anche questa B-Rush risulta davvero poco pedalabile in salita senza l’assistenza del motore.

Fortunatamente non mi sono mai trovato a corto di batteria e i 500 Wh di capacità disponibili possono essere una sicurezza se gestiti con accortezza.

Peccato non averla testata col motore Bosch CX, che credo sia la coppia perfetta per questa ebike della Whistle. E peccato pure che Atala non abbia dotato questa bici di un reggisella telescopico, il prezzo di quasi 5000 euro lo avrebbe richiesto.

In definitiva, anche se il brand ha il nome inglese, la B-Rush è una gran bella mtb elettrica italiana.

Il peso è di circa 22,3 kg con pedali.

La chicca

Pacco pignoni 11/42,
passo corto e standover basso

La pecca

Il prezzo, manca il reggisella telescopico

 

Test mtb elettrica biammortizzata Whistle B-Rush SL
Montaggio75%
Salita85%
Discesa90%
Potenza motore75%
Fluidità motore95%
Consumo batteria85%
prezzo
  • 4.999 €
84%Il nostro voto
Voti lettori: (10 Voti)
54%

A proposito dell'autore

Da sempre un grande appassionato di natura e bici e accanito difensore dell’ambiente. Lavora come organizzatore di bike tour con il suo Coast2Coast in tutta l'area del Mediterraneo, inoltre da anni collabora come freelance per alcune delle più importanti riviste di mountain bike italiane.