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La FLYER Uproc 7 8.70 2020 è una eMTB 27.5″ con 160 mm di escursione e batteria semintegrata da 630 Wh nata per l’enduro e all mountain.

Grazie ad Andrea Bruno, responsabile FLYER per l’Italia e tramite The Gravity Hub, un punto vendita FLYER di Varese, ho potuto testare a fondo questa ebike che si è rivelata davvero interessante per diversi aspetti, tra cui il performante motore Panasonic GX Ultimate. Nel video qui sotto potete trovare le mie impressioni, mentre continuando con lettura scoprirete tutti i dettagli del test approfondito.

È doveroso però parlare brevemente dell’azienda svizzera FLYER, magari poco conosciuta in Italia ma sicuramente da tenere in considerazione per l’alta qualità dei suoi prodotti che l’hanno resa leader nei mercati di lingua tedesca.

foto della flyer uproc 7 8.70 2020

La FLYER Uproc 7 8.70 è in alluminio idroformato e ha un prezzo di 5.599 euro.

FLYER e Panasonic

FLYER è un marchio elvetico che produce esclusivamente ebike dal 1995.

Siamo stati in visita all’azienda ebike FLYER e cliccando il link potete trovare molte curiosità su come sia nato il brand, oltre ad avere un’idea della sua filosofia in qualità di pioniere nel mondo dell’elettrico in Europa.

Nel 2020 FLYER arriva infatti al 25 anniversario di attività e oggi ha una produzione di circa 60.000 pedelec all’anno e 300 dipendenti nella sede di Huttwil, nell’Emmenthal svizzero.

FLYER utilizza due tipologie di motori sulle proprie ebike, che spaziano dalle mountain bike elettriche alle crossover, e-urban ed e-trekking: Bosch e Panasonic, con il secondo che equipaggia il 75% della sua produzione.

foto del motore panasonic gx utlimate

Il motore Panasonic GX Ultimate è molto compatto e ben integrato nel telaio.

Pochi sanno che Panasonic, l’azienda giapponese, oltre ai prodotti elettronici come TV ed elettrodomestici produce anche motori elettrici e ne sforna ben 200.000 all’anno.

FLYER utilizza i motori Panasonic ma sviluppa in azienda il software, il display e la batteria con un team di otto ingegneri. Nel capitolo dedicato sottostante troverete tutte le caratteristiche.

Il sistema elettrico Panasonic

Il nuovo motore elettrico Panasonic GX Ultimate da 250 W ha ben 90 Nm di potenza, un peso di 2,95 kg (quindi un risparmio di peso di 700 grammi sul suo predecessore) e un fattore Q ridotto di 165.8 mm. Le modalità di assistenza sono quattro: Eco, Standard, Auto e High.

La modalità Auto è adattiva, cioè varia automaticamente da Eco a Standard ed è “posizionabile” come prima assistenza (quindi Auto, Eco, Standard e High) o tra Standard e High, ovvero come l’ho utilizzata nel test trovandola più comoda. Da notare che FLYER propone questa modalità sulle proprie ebike fin dal 2016.

Il Panasonic GX Ultimate è un motore piuttosto silenzioso se paragonato a Shimano, Bosch o Yamaha, solo sulle salite più ripide si fa sentire con un rumore medio/acuto ma per nulla fastidioso.

Il display centrale 0 della FLYER Uproc 7 2020.

Il display D0 della FLYER Uproc 7 2020 si può posizionare a piacere grazie a un supporto dedicato. Nel test l’ho usato centrale sopra all’attacco manubrio.

Un’altra caratteristica che a mio avviso mette il Panasonic un gradino sopra agli altri sistemi è che si possono modificare le assistenze direttamente dal display senza bisogno di nessuna app.

Basta entrare nel menù Impostazioni tenendo premuto il tasto centrale del comando al manubrio D0, andare su My FLYER e aumentare o diminuire a piacere le tre assistenze Eco, Sport e Auto con un range di cinque tacche.

Ciò naturalmente influenza l’autonomia, che come si può vedere nel video è rappresentata dalle sei barre orizzontali sotto alla potenza: al diminuire della potenza ovviamente aumenta la durata della batteria e la distanza da percorrere.

La modalità High invece resta sempre al massimo della potenza e questo è utile per le “emergenze” come quando ci si trova una salita improvvisa dietro alla curva.

foto di claudio riotti in sella alla emtb flyer uproc 7 2020

Foto: Antonio Vanetti

La modifica delle assistenze, assieme alla gestione della luminosità del display (anche qui c’è la modalità Auto molto comoda), la modifica del diametro ruota, conoscere il momento per un service alla drive unit e tanti altri parametri, fanno tutti parte del FIT (FLYER Intelligent Technology) che integra i componenti chiave dell’ebike e li fa lavorare come un unico sistema.

Questo è possibile quando l’azienda sviluppa e ha il controllo di tutti i componenti, una cosa non da poco in un mercato che per molti versi è sempre più segmentato e frazionato.

foto della batteria della flyer eproc 7 2020

La sezione a L del tubo obliquo permette più rigidità, ecco il perché della batteria esterna.

La batteria non integrata, perché?

Salta subito all’occhio: a differenza della maggioranza dei brand che puntano all’integrazione, la batteria delle eMTB FLYER è esterna, ovvero semi integrata nella forma del tubo obliquo.

La logica dietro questa scelta è quella di garantire rigidità e performance, grazie ad uno scatolato chiuso con sezione ad “L”, piuttosto che aumentare a dismisura la sezione del tubo obliquo per contenere pacchi batteria sempre più capienti.

L’integrazione, secondo FLYER, ha infatti ricadute sia sul surriscaldamento della batteria sia sulla rigidità strutturale del telaio (per contenere il peso di tubi più grossi si assottigliano per forza le pareti del tubo stesso).

Nella prova dell’ebike la rigidità del telaio è evidente ed è la diretta conseguenza di una manovrabilità molto intuitiva del mezzo, quindi a mio avviso la funzionalità in questo caso ha più importanza dell’estetica.

La batteria esterna è comunque sempre più pratica e veloce da togliere e ricaricare.

Passiamo ora al test, ricordando che in gamma con lo stesso motore è disponibile la FLYER Uproc 4, una biammortizzata con 140 mm di escursione, nel cui mini test in Svizzera ero già rimasto piacevolmente impressionato dal Panasonic e dal comportamento reattivo: si tratta infatti di una ebike più votata al trail biking ma non meno capace della sorella maggiore Uproc 7.

Esiste poi anche la Uproc 3 che ha 130 mm di escursione e motore Bosch CX Gen4.

foto della flyer uproc 7 2020

La Uproc 7 presenta una batteria semi integrata da 630 Wh.

FLYER Uproc 7 8.70 2020, caratteristiche tecniche

  • Telaio in alluminio 6069 T6 con sospensione 4 bar link FLYER
  • Escursione ant/post 160 mm
  • Motore Panasonic GX Ultimate, 250 Watt, Coppia 90 Nm
  • Batteria FLYER Smart Integrated Battery SIB-630 (630Wh/16.75Ah/36V) semintegrata estraibile con chiave
  • Display FLYER D0 2″
  • Comando a collarino con navigazione menù
  • Forcella RockShox Lyrik Select+, 160 mm, 15×110 mm Boost
  • Ammortizzatore RockShox Super Deluxe Select+ RT, 205×65 mm Trunnion
  • Trasmissione Shimano XT, 12 velocità, 34T, cassetta 10-51T
  • Freni Shimano XT  BR-M8120, 203/180 mm
  • Pneumatici Schwalbe Magic Marry SnakeSkin Addix Soft 27.5×2.60″
  • Ruote DT Swiss H 1900 Spline 35
  • Manubrio FLYER 780 mm diametro 31.8 mm
  • Attacco manubrio FLYER 50 mm
  • Reggisella telescopico FLYER, 100 mm(S)/125 mm(M)/150 mm(L–XL)
  • Sella Ergon SMC40
  • Taglie S, M, L, XL
  • Peso: 23.9 kg Tg. M senza pedali, tubeless
  • Prezzo: 5.599 euro
foto dell aflyer uproc 7 2020 a varese

La bellissima ciclabile che porta al Forte di Orino sopra a Varese, da cui partono diversi sentieri naturali usati per il test.

Il test della FLYER Uproc 7 8.70 2020

La Uproc 7 8.70 è la top di gamma tra le Uproc e presenta delle ottime finiture e dettagli che indicano la cura per la qualità del prodotto, come le saldature curate e la perfetta verniciatura. La livrea verde metallizzato/gialla rende molto bene dal vivo ma sono disponibili anche altre due colorazioni, un bellissimo azzurro/grigio/nero e un grigio/arancione.

La struttura del telaio è robusta, con un ulteriore ridimensionamento dei tubi e dei cuscinetti del carro, tutti studiati per supportare la massa maggiore delle ebike e l’uso gravoso su sentieri dissestati. La solida cover in alluminio del motore è un altro esempio.

Sempre a riguardo della robustezza, FLYER è una delle poche aziende che permette un peso totale di 130 kg (ebike+biker), quindi la scelta perfetta per biker pesanti che desiderino una eMTB di qualità.

foto della uproc 7 di flyerMolto utili il guidacatena (in foto), le protezioni come il paracatena in gomma sul fodero batticatena subito dietro alla corona e il passaggio cavi interno.

Per quest’ultimo, i cavi del freno posteriore e del cambio escono dal telaio per rientrare nel carro, una soluzione inusuale ma molto efficace nel garantire la fluidità di funzionamento ed evitare schiacciamenti o sfregamenti sul telaio durante il lavoro della sospensione.

Gli appoggi Ergon (manopole e sella) sono ottimi, il manubrio largo e l’attacco corto rispecchiano la destinazione d’uso “fun” del mezzo, il reggisella FLYER da 125 mm funziona molto bene ma per i miei gusti sarebbe stato ancora meglio trovare un 150 mm di escursione.

foto del Il passaggio cavi sul carro della Uproc 7.

Il passaggio cavi sul carro della Uproc 7.

La Uproc 7 sul campo

Per quanto riguarda il test ho portato la Uproc su diversi sentieri, naturali e costruiti, con condizioni dall’asciutto al bagnato.

Sono altro 170 cm e peso in assetto di riding 75 kg. La taglia M della Uproc 7 mi è sembrata abbastanza compatta rispetto ai nuovi trend che vedono diverse mtb ed ebike allungarsi, creando bici più capaci ma non sempre guidabili da tutti.

foto di claudio riotti in salita con una emtb flyer

Salita molto tecnica? Un divertimento con la Uproc 7! Foto: Antonio Vanetti

FLYER adotta intelligentemente delle geometrie e dei componenti che rendono la Uproc sfruttabile sia dal principiante che dal rider esperto.

Segnalo quindi (in taglia M) l’angolo di sterzo di 65°, adatto alla destinazione d’uso enduro/all mountain, e l’angolo sella di 75° che mette il rider in una discreta posizione per pedalare in salita senza essere estremo.

La Uproc ha un carro di 450 mm quindi piuttosto corto su un interasse totale della bici di 1200 mm: queste due misure la rendono giocosa e maneggevole ma non per questo fanno mancare stabilità in salita o discesa.

foto del manubrio della uproc 7 2020

Il ponte di comando della Uproc 7 è spazioso con il manubrio da 780 mm.

Il reach (distanza tra l’asse del cannotto sterzo e la verticale del movimento centrale) è quello che più dà la sensazione di compattezza in sella essendo di 430 mm (con un orizzontale di 590 mm) ed è abbinato a uno stack (distanza tra la parte superiore del cannotto sterzo e l’asse del movimento centrale) di 614 mm.

Ricordo che queste ultime misure sono utili riferimenti per quando si sta in piedi sulla bici, quindi nella guida in discesa.

Numeri a parte, vediamo effettivamente come si è comportata la Uproc 7 sui trail.

In salita

Il motore Panasonic ha confermato le sensazioni provate nel mini test precedente: si tratta di un ottimo motore, al pari se non meglio di altri prodotti più conosciuti sul mercato.

Mi ha stupito sia per la potenza in High che per la modulabilità in Auto, l’assistenza che ho utilizzato maggiormente. Questa modalità si adatta al tipo di pedalata e rende la guida molto naturale in tutti i contesti.

foto di claudio riotti su una salita tecnica con la flyer uproc 7 2020

Il bello della Uproc 7 è che invita a provare passaggi tecnici estremi in salita e permette di eseguirli con facilità. Foto: Antonio Vanetti

La possibilità di settare l’erogazione tramite il display permette di “cucirsi addosso la bici” e trovare la giusta potenza in base ai percorsi su cui si andrà a pedalare, con la possibilità di modificarla in qualsiasi momento (a bici ferma però, per ovvi motivi di sicurezza).

Il Panasonic GX è pronto in partenza e con zero ritardo di risposta, fluido e molto gestibile: mi ha permesso di salire sentieri tecnici “impossibili” grazie al corretto override, ovvero la spinta residua, situazione in cui il motore spinge quel tanto che basta anche a pedivelle ferme permettendo di scavalcare gli ostacoli più facilmente, come spiego nel video.

Se volete saperne di più leggete il tutorial come guidare una eMTB in salita e discesa.

foto delle gomme della flyer uproc 7 2020

La Uproc 7 oltre al motore può contare sul grip delle Magic Mary Addix Soft che fanno davvero la differenza grazie alla mescola morbida, per di più nel formato che preferisco, quello semi plus da 2.6″ che ormai si trova sulla maggior parte delle eMTB moderne.

Il montaggio tubeless mi ha anche permesso di utilizzarle a pressioni ridotte aumentando al massimo l’aderenza e la capacità di copiare (oserei dire “avvolgere”) gli ostacoli.

Peccato che le basse pressioni portino inevitabilmente più vulnerabilità al copertone, quindi consiglio vivamente l’utilizzo di uno dei sistemi di protezione del cerchio tipo l’Airliner di Vittoria per evitare gli stallonamenti e di tagliare la carcassa sul cerchio.

Cerchi e ruote che si sono rivelate robuste e affidabili, precise e rigide il giusto: le DT Swiss H 1900 Spline sono una garanzia di qualità.

foto del manubrio della uproc 7 2020

Le comode manopole Ergon e il comando assistenze della FLYER Uproc 7 2020 che purtroppo resta un po’ lontano dal pollice se si frena con la leva abbastanza distante dalla manopola come nel mio caso.

La rapportatura con corona da 34T e cassetta da 10-51 è perfetta e la trasmissione Shimano XT a 12 velocità è silenziosa e precisa.

Ciliegina sulla torta, una modalità Walk che funziona davvero: il Panasonic spinge moltissimo quando si attiva la “camminata assistita” e funziona con i rapporti corti, quindi quelli che si usano in salita, al contrario di tanti altri motori che per far funzionare il Walk bisogna mettere i pignoni piccoli (con tutta la scomodità che ne consegue).

Unica nota da segnalare: nell’ingaggiare le pedivelle, ad esempio fermando i pedali e muovendoli nuovamente, si sente a volte uno “scalino” dovuto alla doppia ruota libera (quella presente nel mozzo posteriore e quella presente nel motore), quindi si ha un piccolo ritardo nella risposta dei pedali: ciò non pregiudica la guida, è solo un dettaglio che tutte le ebike presentano in maggiore o minore entità, e si riesce a percepire se si passa spesso da un modello all’altro.

foto di claudio riotti sulla flyer uproc 7 8.70 2020

Foto: Antonio Vanetti

In discesa

Quando una ebike è concepita per essere un tutt’uno il risultato non può che essere positivo: il connubio delle geometrie, gli pneumatici, la robustezza del telaio, il lavoro del carro, le sospensioni RockShox di qualità, i freni e gli appoggi rendono la Uproc 7 8.70 davvero divertente e sicura in discesa.

Ottimo anche il motore Panasonic che nei rilanci aiuta in modalità Auto senza strappare e ha un trascinamento praticamente nullo quando si superano i 25 km/h.

Stabile sullo scassato, maneggevole nello stretto, la Uproc 7 nasconde benissimo i suoi 23 kg e permette al rider esperto di fare manual e bunny hop senza problemi, cosa che con certe eMTB risulta molto difficile.

Allo stesso modo aiuta il rider novizio con una facilità di conduzione e una sicurezza molto percepibili ma senza la pigrizia e poca reattività che spesso si trova su altre ebike.

foto dell'ammortizzatore della flyer uproc 7

Il RockShox Deluxe Select + con serbatoio aggiuntivo “piggy back”: prestazioni ottime e costanti.

Come spiegato nella guida alle sospensioni delle mtb, il carro con giunto Horst a 4 punti di infulcro resta attivo in frenata e il RockShox Super Deluxe con piggy back mantiene le prestazioni costanti anche sulle sulle lunghe discese, così come i freni Shimano XT M8120, davvero validi, potenti e modulabili.

Sui salti la Uproc 7 è stabile e di facile conduzione, con un bilanciamento dei pesi azzeccato e una leggerezza inaspettata nonostante i 24 kg.

La caratteristica da me più apprezzata è stata nelle curve con appoggio dove “pompando” la bici con un movimento deciso delle gambe e utilizzando una guida attiva, la Uproc 7 schizza fuori guadagnando velocità come se fosse una enduro muscolare.

foto della cover del motore

La robusta ma leggera e ventilata cover del motore Panasonic GX Ultimate.

Autonomia del Panasonic GX Ultimate

Come sempre bisogna specificare che l’autonomia è un parametro molto soggettivo: due rider diversi, sulla stessa identica ebike, possono riscontrare consumi estremamente differenti.

Nel caso della FLYER, paragonandola alle altre ebike da me testate, ho rilevato un’ampia autonomia grazie alla batteria capiente da 630 Wh.

Ad un rider di circa 75 kg mediamente allenato permette di superare i 1500 metri di dislivello in modalità Auto e tranquillamente i 2000 metri d+ in modalità Eco e Standard.

Ad esempio in un giro di 28 km e 1000 metri d+ in modalità Auto ho consumato 3 tacche su 5, ovvero il 60%.

Per verificare il consumo è possibile ovviamente tenere d’occhio la barra di consumo sul display o le cinque tacche a led sulla batteria per chi sia più abituato a quest’ultime.

Come upgrade a mio avviso sarebbe utile visualizzare sul display la percentuale di consumo della batteria, caratteristica presente solo sul display modello D1 da 3,5″ disponibile come optional.

foto del carro della flyer uproc 7 2020

Un dettaglio del robusto carro nella parte inferiore dei foderi alti.

La garanzia svizzera

Sicura della qualità dei suoi prodotti, FLYER fornisce una garanzia di 10 anni sul telaio, 3 anni sulla parte elettrica (motore, centralina e display) e 2 anni sulla batteria per quanto riguarda le eMTB.

Sale a ben 5 anni invece la garanzia per la linea Urban e Tour per gli stessi componenti e questo fattore è da tenere molto in considerazione quando si stia valutando l’acquisto di una nuova ebike.

Nota importante, anche la linea crossover, versioni turismo derivate dalle MTB sia Full che Front, gode dei 5 anni di copertura.

Da segnalare che la garanzia non si esaurisce con il primo proprietario a patto che sia esibita la prova d’acquisto originale.

foto del display della emtb flyer uproc 7 2020

È possibile montare il display in diversi modi, anche per averlo meno esposto in caso di caduta come nell’esempio in foto.

Assistenza Panasonic (FLYER FIT SYSTEM)

Il sistema FLYER che adotta motorizzazione Panasonic si chiama FIT (Flyer Intelligent Technology).

Di questo sistema solo il motore è Panasonic, mentre tutto il resto è sviluppato e gestito direttamente da FLYER.

Il centro assistenza per l’Italia del sistema FIT di FLYER motorizzato Panasonic è la ditta TRIBE Distribution SRL di Vicoforte (CN), distributore del marchio FLYER fino al 2019.

Questo centro assistenza fornisce supporto post vendita e gestisce i casi di garanzia per i possessori FLYER BIKES. Inoltre, l’azienda si occupa del centro test con sede a Vicoforte (CN) e degli eventi. Questo è un video del titolare, Andrea Bruno, in sella proprio alla Uproc 7.

Come spiegato, si tratta di un servizio assistenza per il FIT System FLYER (di cui il motore Panasonic è un componente) e non in generale di un centro assistenza Panasonic.

Vi sono infatti alcuni altri brand che utilizzano svariati motori Panasonic ma non rientrano nel servizio assistenza qui descritto perché utilizzano inoltre altre batterie, centraline, display.

foto della batteria della uproc 7

La porta per ricaricare la batteria della Uproc 7 2020.

Conclusioni

Se avete letto tutto il test avrete già capito che il mio responso è positivo: considero la FLYER Uproc 7 8.70 una eMTB molto valida, performante, costruita e montata con l’esperienza e l’occhio di chi produce e soprattutto usa da anni le bici elettriche.

La linea può sembrare in controtendenza rispetto ad altre ebike moderne ma se siete rider che badano alla sostanza, alla prestazione e all’affidabilità allora la Uproc è il mezzo che fa per voi.

Adatta sia ai neofiti che agli esperti, è facile da guidare, maneggevole e sicura, con un motore, il Panasonic GX Ultimate, che è alla pari e anche meglio di altri marchi ben più blasonati: potente, fluido, gestibile e facilmente personalizzabile.

Il rapporto qualità prezzo è decisamente favorevole se guardiamo il montaggio, la garanzia e l’alta qualità della batteria capiente da 630 Wh.

Cosa potrebbe migliorare ancora di più le già ottime prestazioni della Uproc? Forse un telaio in carbonio, di cui per ora non abbiamo nessuna conferma ma sono certo che FLYER abbia qualche grande novità in serbo per il 2020.

Cosa ci è piaciuto:

  • La maneggevolezza e la reattività
  • Personalizzazione, potenza e fluidità motore Panasonic
  • Il rapporto qualità prezzo

Cosa non ci ha convinto:

  • Il reggisella telescopico da 125 mm
Il test della eMTB FLYER Uproc 7 8.70 2020 con motore Panasonic GX Ultimate
costruzione9
allestimento8
salita 9
discesa9
autonomia9
rapporto qualità prezzo9
prezzo
  • 5.599 euro
8.8Il nostro voto
Voti lettori: (8 Voti)
6.9

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A proposito dell'autore

Patito delle due ruote fin da bambino, bmx, motocross, le prime mtb. Dal 2007 sui campi di gara enduro e downhill in tutta Italia, dal 2013 è istruttore di mountain bike presso Gravity School. Con BiciLive fin dall'inizio, la bici è il suo pane quotidiano!