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Brinke Bike è un marchio italiano di Desenzano del Garda (BS) che già abbiamo avuto modo di conoscere sulle pagine di ebike.bicilive.it grazie al catalogo e listino prezzi Brinke 2018.

In questo articolo testiamo la ebike da trekking Rushmore 2 con il motore centrale Shimano Steps E6000 e cambio elettronico Shimano Alfine 8 Di2.

Nel catalogo della casa bresciana sono inoltre presenti interessanti proposte come la linea di bici a pedalata assistita Brinke Life Sport e Comfort con motore Bafang e le nuove Brinke Elysée con motore Shimano Steps.

foto della brinke rushmore 2 in ambiente urbano

Brinke Rushmore 2, caratteristiche tecniche

La Brinke Rushmore 2 è una pedelec urban/trekking con motore centrale, batteria esterna e trasmissione a catena.

Il telaio di colore nero opaco è in alluminio idroformato a sezioni variabili ed è disponibile anche nella versione donna a scavalco facilitato nella colorazione bianca e verde. Il portapacchi è saldato direttamente ai foderi obliqui del carro posteriore per conferire maggiore robustezza.

Freni, cambio e motorizzazione sono affidati a Shimano. Quest’ultimo è lo Steps E6000, e oltre ad esso la tecnologia abbonda sulla Rushmore 2 grazie al sistema Shimano Alfine 8 Di2 con cambio elettronico all’interno del mozzo, che risolve i problemi legati alla caduta della catena e permette di cambiare da fermi o impostare il cambio su automatico. Ciò fa sì che il software del motore decida la marcia più adeguata in ogni situazione. Vedremo poi sul campo come si è comportato.

In aggiunta, dopo ogni fermata è possibile ripartire con una marcia preimpostata tramite la funzione programmabile Start Mode che permette di scegliere una marcia qualunque tra le 8 disponibili.

foto del motore shimano steps e6000 e il mozzo alfine

A sinistra il mozzo Shimano Alfine e a destra la guarnitura e il motore Shimano Steps E6000.

Per quanto riguarda i componenti meccanici, la Rushmore 2 ha ruote da 700x45c e all’anteriore troviamo una forcella Suntour Nex e25 dotata di 65 mm di escursione con comando per il blocco, tuttavia mai utilizzato. La forcella non presenta la regolazione del ritorno che darebbe la possibilità di migliorare ancora di più il comfort sui tratti dissestati, già comunque buono grazie anche al reggisella ammortizzato Promax.

Specifiche tecniche Brinke Rushmore 2

  • Telaio idroformato in lega di alluminio 6061 700C
  • Taglie: M (50 cm), L (54 cm)
  • Forcella Suntour NEX e25 per ebike, escursione 65 mm
  • Reggisella ammortizzato Promax
  • Freni a disco idraulici Shimano M365 180 mm/160 mm
  • Cerchi Alexrim DH19 in alluminio doppia camera
  • Pneumatici Kenda 700x45c city/trekking con banda riflettente
  • Cambio elettronico Shimano Alfine 8 Di2 8v con cambiata automatica/sequenziale e start mode
  • Guarnitura Shimano Steps 38T
  • Luci anteriore e posteriore con accensione da display
  • Sella comfort Brinke
  • Display maggiorato retroilluminato Shimano con funzioni ciclocomputer, indicazione di marcia, ODO e TRIP, livello di carica della batteria, funzione walk, orologio, autonomia residua.
  • Motore Shimano Steps 6000
  • Sensori di torque e cadenza
  • Batteria Shimano da 418 Wh
  • Autonomia dichiarata fino a 125 km
  • Tempo di ricarica 80% in 2 ore, 100% in 4 ore
  • Pedali ripiegabili
  • Peso totale 21 kg circa
foto della batteria e del portapacchi della Brinke rushmore 2

La batteria da 418 Wh e il robusto portapacchi saldato al telaio della Brinke Rushmore 2.

Brinke Rushmore 2, il test

Ho testato la Brinke Rushmore 2 su diversi terreni per saggiarne le qualità: in ambito urban dove consigliamo una lettura del nostro tutorial “ebike in città, regole e consigli” e anche in ambito trekking, quindi sterrati e strade di campagna.

Partiamo dalla posizione in sella: è modificabile a piacimento grazie all’attacco manubrio con angolazione regolabile. Questo fa sì che la bici si possa adattare facilmente ad una postura più alta o più raccolta a seconda dei gusti e della lunghezza del busto dell’utilizzatore.

Gli appoggi sono abbastanza comodi per l’uso urbano.

La sella, se si affrontano lunghi tragitti, stranamente non offre un grande comfort pur essendo molto imbottita. Questa resta sempre una cosa molto soggettiva, dal mio canto sono abituato a selle da mtb poco imbottite e dalla forma diversa.

Il reggisella ammortizzato invece fa bene il suo dovere anche se ha un leggero gioco laterale che in pedalata, in salita specialmente, è facile avvertire.

Per quanto riguarda il ponte di comando, oltre all’attacco manubrio già citato, troviamo un paio di manopole a doppio collarino, i potenti freni Shimano dalla lunga leva e i comandi molto ergonomici anche se dal look ormai un po’ datato, essendo gli stessi già visti sul primo modello di Rushmore 2016.

La posizione in sella è buona e si ha tutto sotto controllo compreso il chiaro display Shimano Steps con le dettagliatissime informazioni posto sopra all’attacco manubrio. È ben leggibile con qualsiasi condizione di luce.

foto del display e del telaio della brinke rushmore 2

Il ponte di comando molto pulito e la zona dello sterzo con la potente luce a led della Brinke Rushmore 2.

La Rushmore è una bici robusta che nella guida trasmette una sensazione di solidità e affidabilità. È prevedibile in ogni frangente e in ambito di guida attiva ho apprezzato la rigidità sulle curve veloci in discesa, complici anche le gomme Kenda dal buon grip.

La robustezza purtroppo porta con sé anche il peso, che tutto sommato è nella media ma che si fa sentire se la dobbiamo spostare o trasportare su rampe di scale o caricarla in macchina.

In ambito cittadino il comportamento della Rushmore è ottimo, la modalità con cambiata automatica permette una guida senza pensieri e ci si può concentrare esclusivamente sul muoversi senza sforzo nel traffico.

Sui terreni misti come sterrati, pavè e strade poderali la forcella ammortizzata Suntour, pur non essendo paragonabile ad una forcella ad aria, ha un buon funzionamento con una sufficiente sensibilità per limitare le piccole e continue vibrazioni dei fondi sconnessi. In caso di buche profonde bisogna prestare più attenzione.

Se si abbassa leggermente la pressione delle gomme la bici ispira più confidenza e permette anche di divertirsi sulle salite e sulle discese sterrate, tenendo sempre presente che siamo in sella ad una ebike da trekking. In questi frangenti l’unica nota fastidiosa è la rumorosità della Rushmore: la catena che ondeggia sbatte sul carter che la protegge. Quest’ultimo, volendo, è rimovibile.

foto del display e del motore elettrico della brinke rushmore 2

La “testa” e il “cuore” della Brinke Rushmore, il sistema Shimano Steps E6000.

Il motore Shimano Steps E6000

Parlando del motore Shimano Steps E6000 abbiamo tre modalità di assistenza ben distinte tra loro: Eco, Norm e High.

A livello di potenza l’E6000 ha nulla da invidiare al fratello per ruote grasse E8000 e mi ha stupito sulle salite e nei rilanci fino ai 25 km/h, questo però solo in modalità manuale e nella terza e quarta marcia.

In modalità automatica è facile che il software interpreti in maniera errata la pressione sui pedali e cambi di una o due marce (e addirittura tre) quando in realtà la salita è ancora elevata. Per questo motivo lo consiglio solo in ambito cittadino e in piano. Teniamo comunque presente che non è stato ideato per una guida aggressiva, anche se un aggiornamento al software sarebbe auspicabile.

Sulle salite importanti quindi, se si vuole sfruttare appieno la potenza del motore nelle tre modalità di assistenza disponibili, è consigliabile pedalare ad alte cadenze e usare marce leggere.

Il sistema di trasmissione è abbastanza silenzioso se paragonato alle altre marche, a parte i “bip” del cambio di marcia che sono comunque disattivabili.

Una breve considerazione sul posizionamento dei tasti per cambiare marcia: richiedono un minimo di abitudine perché sono invertiti rispetto a quelli di un cambio tradizionale.

Se si dovessero esaurire i 418 Wh della batteria o utilizzandola a motore spento, la Rushmore 2 permette una pedalata abbastanza agevole, senza alcuna resistenza del motore.

foto di claudio riotti in sella alla ebike brinke rushmore 2

Autonomia della Rushmore 2

Per quanto riguarda l’autonomia di questa bici a pedalata assistita come per ogni ebike dipende dal peso del rider, dalla modalità utilizzata, il dislivello che si affronta e il tipo di percorso, come abbiamo scritto nel tutorial “guidare una ebike in salita e discesa“.

Peso 70 kg e sono abbastanza allenato. Ho voluto effettuare un test di durata utilizzando solo la modalità High per creare lo scenario più dispendioso per la batteria: ho percorso 70 km con un dislivello di circa 600 metri, tornando a casa con il 5% residuo nel pacco batterie.

Tenuto conto di ciò, nella modalità Eco e in piano a mio avviso si possono tranquillamente sorpassare i 125 km dichiarati dalla azienda, a fronte naturalmente di una fatica maggiore.

foto della Brinke Rushmore 2 Di2 di profilo

La Brinke Rushmore 2 Di2 pesa circa 21 kg. Il prezzo è di 2.899 euro.

Conclusioni

La Rushmore 2 Di2 si è rivelato un mezzo comodo, polivalente, sicuro e robusto. L’uso spazia dal commuting in città alle gite fuori porta, fin verso il cicloturismo su bici elettriche.

Il cambio automatico al mozzo Shimano Alfine a 8 marce con tecnologia Di2, seppur con qualche incertezza sulle salite più ripide (dove è comunqe possibile limitare di molto i problemi in modalità manuale) la rende comodissima nell’uso urban, con il comfort che non diminuisce nell’ambito trekking grazie alla sospensione anteriore, il reggisella ammortizzato e i potenti freni a disco idraulici Shimano.

Il rapporto qualità prezzo è nella media considerando la tecnologia impiegata sul mezzo.

Cosa ci è piaciuto:

  • La stabilità e la confidenza di guida, il cambio automatico nell’uso urbano.

Cosa non ci ha convinto:

  • La rumorosità della catena, il comfort della sella.
Test Brinke Rushmore 2 con cambio elettronico Shimano Di2
comfort8
estetica/finiture/montaggio8.5
performance8.5
consumo batteria8.5
maneggevolezza8.5
qualità/prezzo8
Prezzo
  • 2.899 €
8.3Il nostro voto
Voti lettori: (1 Vota)
7.6

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A proposito dell'autore

Patito delle due ruote fin da bambino, bmx, motocross, le prime mtb. Dal 2007 sui campi di gara enduro e downhill in tutta Italia, dal 2013 è istruttore di mountain bike presso Gravity School. Con BiciLive fin dall'inizio, la bici è il suo pane quotidiano!