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Bad Bike è un’azienda partenopea di cui abbiamo già testato due bici elettriche: la pieghevole AWY e la cruiser BEACH. Questa volta tocca alla nuovissima EVO, una bici elettrica da città, non proprio classica, per tutti ed estremamente accattivante.

Il modello da noi testato è la EVO 250W FAT con ruote da 4,0” e una colorazione verde flou!

Un turista osserva la citybike elettrica Bad Bike Evo 250 W Fat

Chi comprerà una Bad Bike Evo Fat avrà una certezza: tutti si volteranno a guardarla!

Com’è fatta la EVO

Devo confessarvi che quando abbiamo tirato fuori la EVO dalla scatola lo stupore è stato immenso: la colorazione e le ruote da fat bike la rendono una bici elettrica fuori dal comune. E altrettanto stupore ha suscitato per le strade: mai è passata inosservata e chiunque, da donne a bambini, fino ad anziani e turisti, si voltava ad ammirarla e molti mi fermavano stupiti e interessati.

Sebbene sia una bici elettrica molto semplice, una bici da città “classica”, in sella alla EVO non si passa di certo inosservati.

Quello che caratterizza le bici della Bad Bike è soprattutto la semplicità della componentistica, anche se unita a coraggiose scelte estetiche, che rendono particolarmente allettanti dal punto di vista economico le bici dell’azienda partenopea.

In questa EVO la componentistica meccanica fa però un passo avanti. Il telaio è di tipo aperto, tutto in alluminio, compresi i parafanghi anteriore e posteriore. Rispetto alla versione normale, che monta gomme da 2,3” e forcella ammortizzata, questa EVO FAT monta le gomme da 4,0” e forcella rigida.

Il resto della componentistica vede una guarnitura da 48 denti, un cambio Shimano Acera a 8 velocità e un pacco pignoni 14-34. I freni sono a disco meccanici con rotori da 180/160 mm e la leva sinistra contiene pure il campanello; sella super imbottita Velo Plush e tubo sella ammortizzato.

Ottimi i pedali della Wellgo. Ci è stato specificato che il modello in prova era un prototipo. La EVO di serie monterà guarnitura da 42 denti e cambio 7 velocità Revo. Completano la bici un ottimo cavalletto che non intralcia il giro dei pedali e un portapacchi resistente posteriore e utilissimo.

eBike BadBike evo fat con telaio in alluminio e forcella rigida

Il telaio della Bad Bike Evo Fat è tutto in alluminio, parafanghi compresi, ed è dotata di forcella rigida e pneumatici da 4″. Le dimensioni generose fanno lievitare il peso a oltre 28 kg.

Il sistema elettrico

Come di consueto per le Bad Bike, questa EVO 250W FAT monta un motore 8FUN/BAFANG da 250W e 36V al mozzo posteriore, brushless, geared e sensored modello SWX-02.

La batteria ha una capacità di 360Wh (36V x 10Ah). È montata sul tubo obliquo con una soluzione molto gradevole tale da integrarla in maniera quasi totale nel telaio ed è anche molto facile rimuoverla dalla sede grazie a una levetta che ne rende agevole la presa e l’estrazione.

In fondo alla batteria, nella parte che resta all’esterno, coperto da un comodo sportellino in gomma, si trova oltre al connettore per la ricarica anche una presa USB utilissima per ricaricare apparecchi elettronici portatili. Questa batteria nella EVO di serie sarà sostituita da una più capiente di 470WH (36Vx13Ah) con celle Sanyo.

La batteria e il motore Bafang montati sulla bici elettrica BadBike Evo

La Evo monta un motore 8FUN/BAFANG da 250W e 36V al mozzo posteriore e durante il test era equipaggiata con una batteria da 360Wh mentre verrà commercializzata con una più capiente Sanyo da 470Wh.

Il caricabatterie è di dimensioni molto contenute e con uno spinotto che rende alquanto facile la connessione con la batteria; la ricarica completa necessita di circa 5 ore a batteria totalmente scarica. È presente un indicatore di carica a 4 led che si può attivare anche a batteria estratta attraverso un pulsante posto in cima.

Il cablaggio di tutto il sistema elettrico è molto pulito e ordinato, tutti i cavi sono contenuti dentro un’elegante guaina intrecciata e passano dentro il telaio. La centralina, quella che comanda le prestazioni del sistema, è posta al di sotto della batteria, all’interno del telaio.

I comandi del sistema sono situati su una pulsantiera posta sulla sinistra, che è molto semplice e non è dotata di schermo se non dei led che forniscono la carica della batteria, con 5/5 tacche, e la modalità di assistenza selezionata da 3 livelli.

Il sensore di cui è dotata questa bici a pedalata assistita è un sensore di pedalata che, posto nel movimento centrale, attiva il motore iniziando a pedalare: in questa bici è sufficiente compiere un giro di 180°, cioè mezzo giro di pedale, per attivare l’assistenza. Il sistema elettrico è completato da un faretto anteriore e uno posteriore che sono azionabili attraverso la pulsantiera.

Accorgimenti e soluzioni della batteria per la bicicletta a pedalata assistita BadBike Evo

Alcune pratiche soluzioni inerenti la batteria: l’estrazione è facilitata grazie a una comoda leva, grazie a una presa USB si può ricaricare il cellulare o altri dispositivi ed è presente un indicatore a led per controllare il livello di carica anche a batteria estratta.

La Prova della Bad Bike EVO

Vi ho già anticipato di come non sia mai passato inosservato con questa bici: in qualunque situazione mi trovassi, nessuno risparmiava un commento. Ovviamente a suscitare l’attenzione della gente non era solo il colore acceso del telaio ma anche e soprattutto le sue dimensioni.

E certamente se le misure di questa bici elettrica FAT sono generose, anche il peso ne risente che, con batteria portapacchi e borse montate, supera i 28 kg. La geometria del telaio è però ben studiata e la culla bassa, la posizione della batteria, oltre che salire e scendere in maniera estremamente agevole dalla bici, anche in casi di emergenza, consente una guida piuttosto rilassata e sicura.

Il manubrio è largo con manopole molto comode e pure le leve dei freni risultano facili da azionare. L’attacco manubrio può essere regolato in altezza cosi da rendere la postura ancora più verticale e rilassata. La sella è un po’ troppo larga per i miei gusti e se può andare bene per i tratti in città, per i lunghi tragitti crea sofferenza.

Manopole e manubrio della bici elettrica BadBike Evo Fat

Le manopole sono comode e i freni facili da azionare mentre il manubrio è largo e può essere regolato in altezza.

Come detto, la centralina attiva il motore in presenza della rotazione dei pedali, grazie al sensore di pedalata, e in funzione del livello di assistenza selezionato tra i 3 livelli: Low, Med, High. L’avvio dell’assistenza avviene dopo mezzo giro di pedale cioè 180°; basta percorrere quindi poco più di un metro e il motore si attiva, azione che in leggera salita diviene un po’ difficile, visto anche il peso del mezzo.

Pertanto è consigliabile sempre effettuare la partenza con una marcia molto bassa oppure farsi aiutare dal comodissimo “acceleratore” (soft-start), funzione con cui tenendo premuto il pulsante col segno si attiva il motore fino a una velocità di 6 km/h.

Effettuato l’avvio, il motore ha una fase di accelerazione che la centralina regola in circa 6/7 secondi per arrivare alla massima potenza. La spinta iniziale è quindi abbastanza leggera per poi, in maniera dolce, raggiungere la potenza massima. Il settaggio della centralina è decisamente “assistenziale”; difatti il motore resta attivo con una cadenza di pedalata molto bassa di circa 20 pedalate al minuto.

Ciò è molto utile per chi, ad esempio come me, compie lunghi tragitti per lavoro e non ama sudare tanto. Difatti, essendo la cadenza della pedalata così bassa, ci si può permettere di esercitare uno sforzo quasi nullo, e azionando contemporaneamente il livello più alto di assistenza (High) si mantiene facilmente la velocità più alta consentita.

Sotto questo punto di vista, la EVO FAT si dimostra molto generosa arrivando a toccare i 27/28 km/h in tempi brevissimi e soprattutto mantenendoli anche nelle situazioni più critiche dove le pendenze dovrebbero invece rallentare la velocità, cosa che con tutte le altre bici a pedalata assistita ho verificato.

Di contro la sicurezza è garantita sia da un sistema frenante sufficientemente adeguato (avrei preferito i freni idraulici) sia dal settaggio della centralina che disattiva velocemente il motore non appena si smette di pedalare (ma è anche veloce, meno di un secondo, a riattivarlo non appena si riprende la pedalata).

Freni a disco della ebike BadBike Evo

L’impianto frenante è costituito da freni a disco meccanici con rotori da 180 e 160 mm. La resa è buona ma avremmo preferito i freni idraulici.

In tutto questo il motore è risultato sorprendentemente molto silenzioso, tanto che, grazie anche alla posizione felice della batteria integrata nel telaio, spesso in marcia non si riconosceva che fosse una bici elettrica, con estremo stupore degli altri ciclisti che superavo con facilità!

La pulsantiera è molto facile da usare, anche se col sole non si vedono i led ed è necessario procurarsi dell’ombra per renderli visibili. Per quanto riguarda la mancanza di display, non ho avuto alcun problema, anzi le dimensioni ridotte dei comandi del sistema elettrico rendono pulito tutto il ponte comandi, grazie anche alle dimensioni generose del manubrio.

E questa è una caratteristica da me molto gradita e anche nei miei test passati non ho mai lesinato critiche alle dimensioni dei display che soprattutto sulle mountain bike elettriche sono fastidiosi (sia Bosch sia Yamaha hanno finalmente preso provvedimenti per il 2017, le mie critiche hanno avuto effetto?!? nda).

Del resto, chi desideri avere più informazioni (velocità, km effettuati, distanza media, totale), con un qualsiasi smartphone e una App adeguata (ce ne sono molte sul mercato elettronico) può facilmente ottenerle.

Il padellone anteriore, la corona da 48 denti, permette di spingere la bici anche con motore azionato ma rende difficile aiutarsi nelle salite più ripide. Con la EVO di serie che monterà la corona da 43 denti questo problema sarà superato. Le luci, attivabili tenendo premuto il pulsante +, le ho provate pure di sera in tratti urbani ed extraurbani e le ho trovate ottime, con un’illuminazione profonda e limpida.

Deragliatore e corona dalla pedelec BadBike Evo Fat

La Evo monta un cambio Shimano Acera a 8 velocità (14-34) e nella versione da noi testata una corona da 48. Questa si è rivelata un limite nei tratti in salita ma, opportunamente, la versione di serie ne avrà una da 43 denti.

Ovviamente le caratteristiche “generose”, sia dal punto di vista motoristico sia delle misure, vanno a influire in maniera proporzionale sulle prestazioni della batteria, laddove il peso, l’impronta con maggiore attrito delle gomme da 4,0” e la potenza del motore alzano in maniera esponenziale il consumo.

L’autonomia della batteria (nel modello in prova di 360Wh, mentre nella EVO di serie 470Wh) è risultata limitata al di sotto dei 40 km. Il consumo, come ben sapete, non è dovuto solo al peso e alle prestazioni del motore, ma anche alle condizioni di utilizzo e in primis dalla modalità di assistenza utilizzata.

Cavi e pulsantiera dalla ebike BadBike Evo Fat

La dimensione ridotta della pulsantiera e l’elegante guaina dei cavi garantiscono alla Evo un’estetica pulita o ordinata.

Come al solito ho testato questa bici a pedalata assistita su tutti i tipi di terreno e su tragitti brevi e lunghi, l’ho tenuta per più di un mese tra giugno e luglio e testata con una temperatura al di sopra dei 30° e per la maggior parte con modalità High!

Da sottolineare che quando la batteria va in riserva, al di sotto del 10% di capacità, la modalità di assistenza si blocca sul livello Eco. Nelle percorrenze più lunghe ho effettuato delle brevi ricariche intermedie.

A scopo esemplificativo eccovi una tabella delle percorrenze e dei consumi:

Percorrenza Modalità utilizzata Autonomia residua
km LOW MED HIGH tacche %
14,30 30% 10% 60% 3/5 25/40
29,50 10% 0% 90% 2/5 15/25
15,60 30% 10% 60% 3/5 25/40
14,02 10% 10% 80% 3/5 25/40
42,60 30% 10% 60% 0/5 0/0
52,60 10% 0% 90% 0/0 ricarica
intermedia
35,60 10% 0% 90% 1/5 0/10

 

Il test eBike.BiciLive.it: conclusioni

Questa EVO 250W FAT mi ha sorpreso positivamente, e non solo me ma anche tutti quelli che l’hanno solo vista! Non è semplice estetica, a cui Bad Bike tiene particolarmente: questa EVO e il modello BAD, la pieghevole anch’essa fat, sono le punte di diamante di un marchio molto interessante per il rapporto qualità/prezzo che riesce a offrire per i suoi prodotti.

In definitiva l’ho trovata molto comoda per girare in città, le ruote larghe e il peso non sono un ostacolo all’agilità. Se poi si viaggia in fuoristrada basta sgonfiare un po’ le gomme e, benché si perda in velocità, si guadagna tenuta di strada e comfort.

Il motore è un portento, la potenza è sempre a disposizione e se la modalità utilizzata è la maggiore (High) si viaggia alla massima velocità senza alcuna flessione anche sulle pendenze più acute.

Sella e pedali della bicicletta elettrica BadBike Evo 250 Fat

Ottimi i pedali Wellgo mentre la sella super imbottita Velo Plush, con tubo sella ammortizzato, a nostro parere è un po’ troppo larga.

Di contro è il consumo della batteria che ne piange le conseguenze: nelle condizioni in cui l’ho testata non sono andato oltre i 40 km con un “pieno”; certamente con la nuova batteria da 470Wh si aggiungerà un buon 30/40% di autonomia; se non sottoposta alle condizioni estreme a cui l’ho spremuta (oltre i 30° di temperatura, sempre in modalità High, molte salite) con un uso in città ricorrendo alla modalità Eco si potranno raggiungere serenamente più di 60 km di autonomia.

Tra gli aspetti negativi ribadisco i freni che avrei preferito idraulici e non meccanici e la sella, che per me era troppo larga e scomoda nei lunghi tragitti.

Il motore e la semplicità uniti alla soluzione integrata al telaio della batteria, la presa usb nella batteria, la mancanza di inutili e ingombranti display sono invece gli aspetti che più mi sono piaciuti.

In definitiva questa bici elettrica fat è una gran bella divertente bici da città con aspirazioni e numeri da fuoristradista.

Test Bad Bike EVO, la bici elettrica fat da città
Comfort8
Estetica/Finiture/Montaggio8
Performance9.5
Consumo Batteria6.5
Manegevolezza8.5
Qualità/Prezzo9
Prezzo
  • 1.599 euro con pneumatici 26 x 2,3" - front suspended
  • 1.799 euro con pneumatici 24 x 4,0"
8.3Il nostro voto
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A proposito dell'autore

Da sempre un grande appassionato di natura e bici e accanito difensore dell’ambiente. Lavora come organizzatore di bike tour con il suo Coast2Coast in tutta l'area del Mediterraneo, inoltre da anni collabora come freelance per alcune delle più importanti riviste di mountain bike italiane.