Argento Bike è un marchio che fa parte di MT Distribution, un’azienda molto attiva nella produzione e distribuzione di mobilità elettrica, con sede a Calderara di Reno (BO).

L’oggetto del test di questo articolo è molto particolare, infatti la Bi Max è una fat bike elettrica pieghevole e biammortizzata, nata per affrontare qualsiasi tipo di terreno.

foto della e-fat biammortizzata pieghevole Argento bike bi max

La Bi Max di Argento Bike è una e-fat biammortizzata pieghevole.

La Bi Max fa parte dei quattro modelli di ebike foldable presenti sul catalogo e listino prezzi Argento Bike 2019, oltre agli altri modelli di city ebike, fat bike ed eMTB, tutti caratterizzati dal motore nel mozzo posteriore eccetto due modelli, Performance PRO e Elephant PRO con motore centrale Bafang.

Sono presenti anche dei monopattini elettrici, sempre più diffusi nelle strade e nelle città.

foto della e-fat biammortizzata pieghevole Argento bike bi max e lo sgancio

Il sistema di sgancio della Bi Max e il robusto snodo a cerniera per poterla piegare.

Argento Bike Bi Max, caratteristiche tecniche

Il telaio della Bi Max è in alluminio ed è dotato di uno snodo con sgancio rapido sul tubo obliquo che permette di piegare la bici in due. Lo sgancio ha una sicura per evitare aperture accidentali.

Anche il manubrio ha un sistema di sgancio e si ripiega su se stesso e i pedali VP sono richiudibili tramite un semplice click, per occupare il minore spazio possibile quando la bici è folded, ripiegata.

foto del manubrio della bi max

Il manubrio si piega su se stesso grazie a uno snodo a cerniera. I cavi sono ben riuniti e trattenuti da una singola guaina in plastica.

Il motore nel mozzo posteriore è un XF da 36 V e 250 W limitato a 25 km/h come da legge ed è mosso da una batteria esterna Samsung da 374 Wh (36 V 10,4 Ah) sistemata dietro al tubo piantone in modo da essere facilmente estraibile.

foto del motore nel mozzo della bi max

Il motore nel mozzo della Argento Bike Bi Max è un XF da 250 Watt.

La batteria è assicurata con una serratura che funge anche da accensione del sistema elettrico e questo è positivo per la sicurezza, perché senza chiave la bici non funziona.

foto della batteria della argento ebike fat pieghevole

La batteria è estraibile e dotata di serratura di sicurezza con chiave.

La Argento Bike Bi Max in pillole:

  • Motore al mozzo posteriore XF
  • Batteria  Samsung 36V 10.4Ah, con presa USB, progetto italiano
  • Ricarica:4/6 ore
  • Autonomia massima: 80 km
  • Ruote 20″ KENDA Krusade Sport da 4″ di larghezza
  • Ammortizzatore a molla al telaio
  • Freni a disco idraulici TEKTRO HD-T285
  • Forcella ammortizzata MOZO USA Fatman con escursione 100 mm
  • Display LCD
  • Cambio Shimano Tourney 7 rapporti con corona 52T
  • Luci a LED Spanninga
  • Sella SR Freeway A-096U
  • Pedali in plastica VP ripiegabili
  • Reggisella ribaltabile per estrazione della batteria
  • Cavalletto posteriore
  • Parafanghi
  • Disponibile nei colori Red, Blu e Metal Green.
  • Peso massimo supportato: 100 kg
  • Peso batteria: 2.88 kg
  • Peso totale rilevato 27,6 kg
  • Prezzo: 1.699 euro
foto della bi max in un bosco

La Bi Max è a suo agio su sterrate, fondi ghiaiosi e anche sentieri semplici nei boschi grazie alle ruote fat e le sospensioni.

Il test della Argento Bike Bi Max

Partiamo dalla posizione in sella, abbastanza regolabile grazie al manubrio telescopico e lo sgancio rapido presente sul tubo sella.

La postura sulla Bi Max è alta e comoda, tipica di una bici urban e i comandi si raggiungono facilmente: non sembra di essere su una ebike pieghevole. La seduta è confortevole, la sella SR Freeway è larga e morbida e i pedali, pur essendo piuttosto piccoli, hanno una buona aderenza con diversi tipi di scarpe.

foto del manubrio della bi max efat elettrica

Il cockpit della Bi Max è semplice e pulito, con il display ben leggibile anche al buio.

Il telaio in alluminio, quando la bici è in ordine di marcia, è stabile e solido: non si avvertono flessioni e la Bi Max dona sicurezza non appena si inizia a pedalare. La robustezza e lo spessore dei tubi si riflette nel peso finale che è piuttosto elevato (27,6 kg) e si fa sentire quando bisogna spostarla nella modalità folded.

Dal lato sicurezza, i freni a disco idraulici Tektro sono molto potenti e modulabili e la leva è utilizzabile con due o tre dita.

foto del freno della bi max

Bisogna fare l’abitudine al particolare comando del cambio, specie per alleggerire i rapporti dove il pollice si deve spostare fin quasi sopra alla leva del freno.

Il motore al mozzo posteriore XF è davvero silenzioso e presenta cinque modalità di assistenza. L’ho utilizzato sempre in quella più potente, preferendola alle altre in un utilizzo urbano lavorativo e quindi sempre piuttosto “di corsa”.

Il motore è sufficientemente potente se si usa la bici su terreni pianeggianti. Nella prova su alcuni cavalcavia e alcune salite manca un po’ di brio e la velocità di crociera diminuisce, il motore al mozzo offre ovviamente meno potenza di un motore centrale.

foto batteria bi max argento bike

La presa per la ricarica della batteria e la presa USB per ricaricare eventuali device esterni.

Nelle ripartenze da fermo il consiglio è quello di selezionare la marcia più leggera prima di fermarsi. Questo migliorerà l’erogazione di potenza del motore e si farà meno fatica a partire, specialmente se si è in salita.

Il display LCD sul lato sinistro del manubrio è molto luminoso ed è dotato di tasto di accensione, gestione luce anteriore, indicatore di carica, selezione dei 5 livelli di assistenza e contachilometri. È abbastanza intuitivo ed ergonomico da azionare.

La luce posteriore è fissata al tubo sella e non è collegata al sistema elettrico.

foto dell'ammortizzatore della bi max

L’ammortizzatore posteriore della Bi Max e il robusto rinforzo sul telaio.

Le sospensioni sono a molla e sono ovviamente di un livello differente da quello delle MTB, quindi non si può intervenire sulla loro idraulica e non presentano regolazioni se non un semplice precarico che indurisce leggermente lo stacco iniziale, che peraltro consiglio di non toccare.

foto della forcella della argento ebike fat

La forcella della Bi Max e il grande parafango in metallo.

Nel complesso le sospensioni funzionano bene, solo la forcella a volte si estende troppo velocemente producendo un rumore secco se si passa su tombini o buche, caratteristica riscontrata anche in altre bici urban o trekking.

foto della bi max al duomo di milano

Per chi non lo avesse mai fatto, percorrere il centro di Milano in bici è una bella sfida per il mezzo e i riflessi del conducente: dita sempre pronte sui freni!

La prova sul campo

Ho testato per alcune settimane la Argento Bike Bi Max su svariati terreni per mettere alla prova le capacità delle gomme fat da 20″ per 4″, le sospensioni e il motore nel mozzo posteriore.

Asfalto, cemento, sanpietrini, strade sterrate, ghiaia, anche un sentiero “single track” nel bosco vicino casa: non ho fatto mancare nulla alle Kenda Krusade da 4″ di larghezza che “si mangiano” qualsiasi cosa gli passi sotto.

foto della ruota della bi max

Pavé e rotaie del tram, un connubio micidiale che però non crea problemi alla Bi Max.

La prova finale è stata sul famigerato pavé di Milano, un tipo di strada a lastroni di pietra risalente al 1900, con i suoi punti molto sconnessi e dotato delle insidiose rotaie del tram che spesso traggono in fallo i ciclisti (me compreso, che alcuni anni fa con una city bike rimasi incastrato con la ruota anteriore e feci un bel capitombolo, fortunatamente senza conseguenze).

Con la Bi Max non ho avuto nessun problema grazie alle gomme fat e le sospensioni che creano un comfort inarrivabile con altre tipologie di bici elettriche urban con gomme tradizionali. Unica pecca, ho notato che se si mantiene una velocità sostenuta sul pavé, il cavalletto vibra per via delle sconnessioni del terreno e produce un rumore fastidioso.

foto del cambio della bi mAX

I sette rapporti sono sufficienti in ambito urbano se si pedala prevalentemente in piano. Il cambio ha una protezione in metallo.

Per ottenere i massimi benefici per quanto riguarda il comfort di guida, consiglio di regolare la pressione delle gomme in base alle situazioni, quindi più morbide per terreni molto sconnessi e più gonfie per terreni lisci e scorrevoli, dove si può anche constatare un consumo minore della batteria per via del minore attrito.

Il trasporto da piegata

La Bi Max si richiude molto semplicemente grazie allo snodo centrale. Dopo un paio di prove si prende manualità con l’operazione che consiste in 4 movimenti: piegare i pedali; sganciare il fermo del manubrio e ripiegarlo; sganciare il quick release centrale alzando la sicura; ripiegare la bici su se stessa.

Peccato non trovare un gancio o un elastico come su altre bici simili che permetta di mantenere la Bi Max chiusa.

foto della bi max piegata

Ecco la fat ebike Bi Max una volta ripiegata.

Una volta piegata, la Bi Max occupa poco spazio e si può trasportare sui mezzi pubblici utilizzando la ruota posteriore per spostarla. Se si devono affrontare dei gradini l’operazione diventa faticosa e complessa perché la bici, già con un peso decisamente non “piuma”, tende ad aprirsi, mancando come già detto un gancio di ritenzione.

Per quanto riguarda le dimensioni da piegata, la Bi Max è sicuramente più grande di una normale bici pieghevole a causa delle gomme fat. Tuttavia non mi ha creato problemi di spazio né sui treni (tranne nelle ore di punta) né ad esempio in ascensore.

foto della bi max pieghevole

Lo spazio occupato nel treno è abbastanza ridotto.

Autonomia, assistenze, particolarità

La batteria da 374 Wh si ricarica in circa 5 ore. L’autonomia della Argento Bike Bi Max è sufficiente per qualsiasi tragitto urbano giornaliero.

Con il mio peso di 70 kg e utilizzata in assistenza 5, la più potente, con una carica ho percorso in città circa 33 km con molti “start e stop” che gravano particolarmente sul consumo.

Utilizzando le assistenze più basse è ipotizzabile arrivare agli 80 km con una carica dichiarati dalla casa, ma ribadiamo che il consumo è sempre un dato relativo e dipende molto dal peso dell’utente, dal tipo di assistenza usata e dai percorsi che si affrontano.

foto dei pedali della bi max

I pedali VT pieghevoli permettono di ridurre ulteriormente l’ingombro laterale.

Le modalità di assistenza sono 5 e la velocità “di crociera” cambia a seconda della modalità usata: assistenza 1 circa 12 km/h, assistenza 2 circa 15 km/h, assistenza 3 circa 18 km/h, assistenza 4 circa 21 km/h e assistenza 5 circa 25 km/h.

Il sensore PAS (Pedal Assist System) di cui dispone la Bi Max è un dispositivo che rileva la rotazione dei pedali ed è indispensabile per essere in regola con il codice della strada. Il PAS permette alla centralina di erogare corrente al motore soltanto se si fanno girare i pedali.

La particolarità rispetto alle ebike con motore centrale è che è sufficiente un ritmo di pedalata molto lento per mantenere il motore attivo, per cui l’azione muscolare è praticamente annullata. In questo caso si parla di pedalata virtuale.

In pratica con le ebike dotate di motore al mozzo e sensore di pedalata è possibile spostarsi a 25 km/h pedalando molto piano e senza fare alcuna fatica, una caratteristica perfetta per non arrivare in ufficio accaldati d’estate.

foto della bi max di sera

Anche gli spostamenti notturni o con scarsa visibilità non sono un problema grazie alle luci della Bi Max.

Argento Bike Bi Max: le nostre conclusioni

La fat bike pieghevole Argento Bi Max è sicuramente un’ebike particolare, vistosa, che non passa inosservata e che permette un comfort di guida inarrivabile grazie alle sue ruote da 4 pollici e le sospensioni, specialmente sui terreni sconnessi e sui lastricati.

Per 1.699 euro di spesa il rapporto qualità prezzo è buono rispetto alla media dei prodotti simili che offre il mercato, il montaggio è curato e non ci sono elementi che stonano. Troveremmo utile la dotazione di una cinghia o un elastico per poterla mantenere chiusa durante il trasporto da piegata.

Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale Argento Bike.

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A proposito dell'autore

Sono cresciuto sulle due ruote: BMX, motocross, le prime MTB negli anni 80. Dal 2007 ho gareggiato per 10 anni nel downhill e nell'enduro in tutta Italia. Dal 2013 al 2019 ho lavorato con la scuola MTB Gravity School anche a Whistler, in Canada. Sono istruttore Federale FCI e Guida Nazionale MTB. Ho visto nascere BiciLive.it nel 2013 e ora mi occupo di MTB, ebike ed eMTB. La bici è il mio pane quotidiano!