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Di mobilità sostenibile se ne sente parlare spesso, soprattutto quando parliamo di centri urbani, ma di mobilità sostenibile in montagna ne avete mai sentito parlare?

Che cosa è ITER?

Imaginez un Transport Efficace et Responsable
Iter è un progetto molto ambizioso che si sta attuando nella Comunità Montana del Gran Paradiso, con la partecipazione dei territori alpini di Vallé e d’Aulps, la Vallée d’Abondance e l’Haut Chablais in Francia.

L’obiettivo di ITER

L’obiettivo principale è di diminuire l’utilizzo di mezzi privati come l’automobile e di sostenere e facilitare l’utilizzo di mezzi pubblici come autobus e favorire [e promuovere, NdR] l’uso di mezzi sostenibili come le bici elettriche, mezzi di trasporto di nuova generazione che stanno stravolgendo il modo di affrontare i nostri spostamenti.
Il fine naturalmente è quello di migliorare la mobilità (sostenibile) in queste zone, diminuire l’inquinamento, rendere il traffico più fluido e anche cercare di far capire, non solo a chi viene nel Gran Paradiso, che un futuro con meno auto e meno inquinamento può esistere.

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La Fondation Grand Paradis

Il progetto ITER è stato ideato dalla Fondation Grand Paradis, che crede fortemente nella possibilità di diminuire l’uso dell’automobile nelle vallate alpine. Naturalmente è altrettanto consapevole che sia necessario rendere il “nuovo trasporto” semplice, agevole e anche piacevole. Ovvio, no? Pensate all’uso della bici in montagna, non sarebbe assolutamente possibile convincere la maggior parte delle persone a usare la bici sulle strade di montagna, assisteremmo in poco tempo a un odio collettivo per questo mezzo perché la bici in montagna è molto faticosa… ma le cose cambiano.

In montagna arrivano le ebike: con le bici elettriche tutto più facile

La mobilità sostenibile, per esempio attraverso la promozione dell’utilizzo di bici (tradizionali) nei centri urbani, è di certo più semplice se paragonata a una località di montagna. Detto in altre parole, è più semplice convincere la “sciura Maria” a usare una bici in città piuttosto che far salire in sella “la Ines” che vive in montagna, dove un rientro a casa dalla valle può essere paragonato (per “la Ines”) a una tragedia.

Lo sviluppo di modelli di bici elettriche a pedalata assistita sempre più efficienti e con prezzi sempre più abbordabili ha già fatto accendere la lampadina a molte realtà montane, che da anni cercano una soluzione sostenibile alla mobilità non solo dei propri local, ma anche dei numerosi turisti che si riversano nelle valli e sulle montagne.

L’ebike sta offrendo proprio questa opportunità: trovare una soluzione che possa andare bene a molte persone, soprattutto quelle meno avvezze alla fatica, come “la Ines” e la “sciura Maria”

Mobilità sostenibile in montagna: la stiamo testando con il “blog tour”

La Fondation Grand Paradis ha proposto (a noi di BiciLive.it e a una serie di giornalisti/blogger) di partecipare a un tour per testare questa “nuova mobilità” in montagna. L’obiettivo non è solo informare i giornalisti di questo progetto, ma di farci fare un vero e proprio tour su delle biciclette elettriche. Partenza dalla Valle d’Aosta e arrivo in Francia attraverso il Gran San Bernardo, con un dislivello di circa 3000 metri e 170 km di tragitto in 3 giorni. La partenza è stata il venerdì 18 luglio 2014 da Rhêmes-Notre-Dame in Val d’Aosta e si è conclusa a Châtel domenica 20 luglio 2014.

Obiettivo di noi giornalisti è anche quello di comunicare questa iniziativa per permettere a più utenti e realtà di venirne a conoscenza.
A questa esperienza non sono stati invitati solo “giornalisti del settore” ma anche giornalisti/blogger che non hanno grande esperienza in sella e dunque poco allenamento, proprio per valutare la fattibilità del progetto su persone “qualunque”.

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Il primo giorno abbiamo percorso circa 70km e 1350 metri di dislivello, facendo tratti di Via Francigena veramente ripidi, immaginatevi delle sterrate ripide (fino a un 25% di pendenza) che tagliano la strada principale asfaltata molto più dolce.

Pensare di farli con una bici tradizionale sarebbe stato non solo inutile, ma anche sfiancante per chi non è allenato.
Con le ebike siamo riusciti ad arrampicarci senza grossi problemi.

Il tipo da ebike

Nel gruppo ho preso come riferimento per il “tipo da ebike” Cristina Favento. Una giornalista/blogger che non ha assolutamente molta esperienza con la bici, solo un approccio urbano e qualche giro cicloturistico molto soft. In poche parole una persona con un fisico mediamente atletico che negli ultimi anni ha tralasciato l’aspetto fitness per dedicarsi in modo massiccio al lavoro.

Dunque una persona che a un tour del genere avrebbe abbandonato alla prima tappa, se affrontato con una bici tradizionale. Lo dico perché ho partecipato e posso assicurarvi che con una bici tradizionale Cristina sarebbe arrivata alla prima sera con crampi e poca voglia di proseguire. Cristina pedala poco perché dopo essere stata vittima di 4 furti di bici ha abbandonato la mobilità a pedali in città, svolge una attività fisica a “filo di gas” e lavora circa 9/10 ore al giorno appiccicata al suo computer. Ma le piace viaggiare, scoprire e stare in sella.

Il suo stile di vita non le permetterebbe un tour del genere, ma con l’ebike lo ha affrontato serenamente, senza dramma e senza crampi!

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Lo ammetto, anche io non avrei accettato con una bici tradizionale, ho troppo lavoro e da 10 mesi sono fuori allenamento e reduce da un’infiammazione ad un ginocchio durata 4 mesi. Ho accettato proprio perché avrei fatto il tour su una ebike.

La bici elettrica dà l’opportunità a molte persone di provare questo genere di esperienze, fare viaggi con lunghe distanze senza ansie e soprattutto innamorandosi del viaggio!

Evoluzione / ri-voluzione della bicicletta (elettrica)

È ammirevole quello che sta facendo la Fondation Grand Paradis, perché gli sforzi messi in atto possono essere presi come esempio da molte altre realtà e fare da miccia per innescare la vera rivoluzione della mobilità sostenibile.

Le innovazioni dell’ultimo decennio, in particolare nel settore della bici, stanno aprendo scenari davvero rivoluzionari, non solo in ambito di mobilità legata a spostamenti casa-lavoro-casa oppure piccole commissioni quotidiane (fare la spesa, accompagnare i figli a scuola, andare in posta…) ma anche e soprattutto in ambito turistico. Lo ho sperimentato proprio durante questo ITER “blog tour”.

Il turismo con le bici a pedalata assistita è già una rivoluzione, i turisti devono solo saperlo e provarlo.

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Devo però far notare che aziende ed enti pubbici spingono troppo poco un altro importante settore: quello lavorativo, e non intendo il tragitto casa-lavoro, ma gli spostamenti veri e propri che fanno molte persone durante il proprio lavoro.

Io stesso devo percorre km e km in bici per fare servizi fotografici, con circa 20kg sulle spalle. Da poco ho iniziato a usare una ebike per effettuare alcuni servizi e sono stato più produttivo, veloce ed efficace.

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Ma pensate a chi lavora nell’agricoltura e deve passare attraversare ettari di campi per dei controlli o ai postini che potrebbero iniziare a usare le bici non solo in città piatte come Milano, ma anche in collina o in montagna, oppure ai vigili urbani che si potrebbero spostare molto più agilmente nei centri abitati. Ma ancora a chi lavora in montagna, dal pastore che deve raggiungere il pascolo o a chi si trova a dover raggiungere baite, rifugi ecc.

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Provate a fare un altro ulteriore passo evolutivo e affiancate un’altra novità in ambito bici come la fat bike alla ebike, cioè una fat-ebike. Sì, una di quelle bici con le ruote ciccione con motore elettrico, per me le potenzialità sono immense, diventerebbe un mezzo da lavoro in montagna, potrebbe trasportare attrezzi, trainare carrelli e permettere di attraversare terreni molli come sabbia, fango e neve.

Potrebbe diventare il mezzo ideale per gli spostamenti nelle località di montagna!

Link utili:

Sito ufficiale Fondation Grand Paradis
Progetto Iter
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A proposito dell'autore

Appassionato di mountainbike dalla nascita, scopre la fotografia molto giovane, dopo la laurea in architettura non abbandona il sogno di lavorare come fotografo e da quel momento inizia la sua vera carriera da professionista lavorando come fotografo specializzato nell'action photography e fornendo servizi ad aziende di ogni genere... Attualmente ha il ruolo di Direttore Responsabile di BiciLive.it

  • Alessandro Riccardo Tedesco

    Figata!