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Rohloff ha avuto modo di testare ampiamente in varie situazioni, condizioni e su diversi tipi di biciclette il suo cambio E14 integrato nel mozzo della ruota posteriore, sia in occasione di prove informali che direttamente in alcune competizioni, e la mole di dati raccolta sulle prestazioni conferma le generali impressioni positive che già circolavano da tempo.

Ci troviamo di fronte a un sistema potenzialmente rivoluzionario, che a fronte di un consistente numero di vantaggi per i rider di qualsiasi tipo, riserva ben pochi aspetti negativi, sui quali sarà fra l’altro possibile intervenire più avanti, migliorando alcuni dettagli e perfezionando delle caratteristiche che lo rendono già comunque un elemento in grado di calamitare l’interesse di molti produttori.

 SPEEDHUB 500/14 e cambio Rohloff E14

Il cambio nel mozzo Rohloff E14 è concepito a complemento dello SPEEDHUB 500/14.

E se inizialmente poteva sembrare più adatto a determinate discipline e tipologie ma ancora lontano da un impiego proficuo su delle e-MTB, negli ultimi tempi anche questo limite è stato oltrepassato.

A fare da apripista per quanto riguarda l’adozione e la commercializzazione sulle mountain bike elettriche è per ora la tedesca Nicolai, che con la sua e-MTB full EBOXX E-14 ha dimostrato che è già possibile e conveniente utilizzare questo tipo di cambio, unitamente all’impiego di una cinghia in carbonio, altro vantaggio intrinseco dell’utilizzo del Rohloff E14.

Non ci aspettiamo una esplosione immediata di modelli che adottano questa soluzione e il passaggio richiederà molto tempo, vuoi per le naturali resistenze mentali e culturali di coloro che adottano da sempre il cambio classico, vuoi per inerenti problematiche di adozione da parte del mercato, vuoi ancora per l’esigenza di un accumulo di know how tecnico da parte dei vari player coinvolti.

Ma anche se non immediata e diffusa, il futuro del cambio passerà senza dubbio anche attraverso questa innovazione. Ma che differenze ci sono rispetto a un cambio classico? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del cambio nel mozzo?

Cerchiamo di capirlo, partendo da un “parolone”.

Rotismo epicicloidale nel cambio al mozzo

Uno spaccato del cambio Rohloff E14 nel quale avviene il rotismo epicicloidale.

Cambio nel mozzo: il rotismo epicicloidale

Tranquilli, non si tratta di una malattia che colpisce noi ciclisti bensì di una terminologia appartenente alla meccanica applicata che spiega il diverso funzionamento del cambio nel mozzo rispetto a quello classico.

Riducendo il tutto ai minimi termini abbiamo una ruota dentata collocata sul perno del mozzo stesso: la cinghia trasmette il movimento alla ruota, che si accoppia quindi con varie ruote di diametro inferiore ed è la natura di questi accoppiamenti che crea i vari rapporti della pedalata.

Chi fra voi è interessato a un approfondimento sul tema può visitare la pagina specifica che MeccanicaWeb dedica al rotismo epicicloidale, ricca di dettagli, illustrazioni e video.

Cambio nel mozzo Rohloff E14: vantaggi e svantaggi

Nello specifico del cambio Rohloff E14 troviamo 14 rapporti con salti tutti distanziati in modo uguale del 13,6%: si ottiene quindi una estensione complessiva dei rapporti pari al 526%, superiore a quella di vari cambi classici come per esempio lo SRAM Eagle, che arriva al 500%.

Questi meccanismi operano in una camera a bagno d’olio, completamente sigillata: l’usura è assai ridotta e di conseguenza la manutenzione diventa minima.

Cinghia in carbonio

La cinghia in carbonio: leggera, a bassa manutenzione e non sporca.

Innumerevoli i vantaggi: il cambio di sforzo è progressivo e la trasmissione lavora senza presentare gli angoli che si possono rilevare in molti rapporti a corona estremi, riducendo così al minimo l’usura della cinghia in carbonio.

La stessa cinghia è poi più leggera della catena, più silenziosa e anche lei non richiede manutenzione, né si sporca.

Questo tipo di cambio è inoltre adatto a ogni tipo di bici, come appunto dimostrato recentemente da Nicolai e a svolgere in sostanza la funzione di regolazione del deragliatore ci pensa un tensionatore in grado di mantenere la cinghia costantemente in tensione.

La cambiata è gestita attraverso unità elettronica con controller su manubrio ed è estremamente precisa oltre a essere molto rapida: appena 180 millisecondi con una efficienza, secondo Rohloff, che può arrivare fino al 98%.

Se si tiene premuto il pulsante del cambio è possibile scalare tre rapporti alla volta e si può infine cambiare anche da fermi: questo comporta che in caso di stop il cambio torna automaticamente al rapporto che avevate impostato come ideale in fase di ripartenza.

Bosch eBike-System e Rolhoff E14

Bosch eBike-System si sincronizza automaticamente con il Rohloff E14.

Essendo il cambio interno e quindi meno esposto, non è soggetto a rischi di urti e danni, così come la cinghia in carbonio rispetto a una catena tradizionale.

A fronte di tutti questi vantaggi si registrano al momento ben pochi contro: ci possono essere delle considerazioni economiche, visto il costo generalmente superiore e possibili difficoltà di installazione iniziale.

Ma su tutto l’intoppo principale è al momento il peso considerevolmente superiore: si parla di circa un chilogrammo in più, che grava sul peso complessivo e che si fa sentire.

Si tratta quindi al momento di una scelta che dipende in larga parte da quel che vuole ottenere il rider: alcuni saranno scoraggiati dal peso maggiore, altri verranno convinti sia dalle prestazioni che dai minori problemi di manutenzione.

Qui sotto è possibile vedere un video che spiega il funzionamento del Rohloff E14 col il sistema eShift di Bosch:

Per maggiori informazioni e dettagli tecnici su questo cambio e tutta la tecnologia del brand vi invitiamo a visitare la pagina ufficiale Rohloff.

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A proposito dell'autore

Grande appassionato di natura, cinema e scrittura, collabora da anni con siti di musica, cinema, spettacolo e informazione occupandosi di varie tematiche. Milano gli ha fatto scoprire il mondo della bicicletta e da allora il suo amore per le due ruote continua a crescere inarrestabile.